Kiev sotto attacco: raid russo con 400 droni e missili, due vittime e danni gravi
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Redazione Esteri
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Nella notte tra il 9 e il 10 luglio, mentre la capitale ucraina era avvolta dal coprifuoco, le sirene d’allarme hanno squarciato il silenzio annunciando l’arrivo di uno degli attacchi più massicci dall’inizio della guerra. Quasi quattrocento droni, tra cui molti modelli "esca" per confondere le difese antiaeree, e diciotto missili balistici hanno colpito Kiev e altre città, lasciando dietro di sé distruzione e vittime. Secondo le autorità locali, due civili sono morti e almeno venticinque sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravi.
Tra gli obiettivi colpiti c’è anche la redazione di Channel 5, media ucraino, centrata da oltre trenta droni Shahed e da un missile che ne ha devastato gli studi, rendendo impossibile riprendere le trasmissioni a breve. Per fortuna, i dipendenti in turno notturno sono usciti illesi, ma le attrezzature sono andate distrutte. Anche l’ambasciata vaticana non è stata risparmiata: schegge di un drone hanno danneggiato il tetto, costringendo i tecnici a lavori d’urgenza.
Volodymyr Zelensky, nel denunciare l’offensiva, ha rinnovato l’appello all’Occidente perché acceleri l’adozione di nuove sanzioni contro Mosca. "Più rapidamente", ha insistito il presidente ucraino, sottolineando come la Russia continui a colpire infrastrutture civili con una strategia che mira a logorare la resistenza del paese. Intanto, dalla Casa Bianca, Donald Trump non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, mentre il Cremlino prosegue la sua escalation senza mostrare segni di cedimento.




