Intesa Sanpaolo, via libera all'aumento per l'Opas su Mps: quota Generali "puramente finanziaria"
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L'assemblea straordinaria degli azionisti di Intesa Sanpaolo ha approvato l'aumento di capitale a servizio dell'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria sulla totalità delle azioni ordinarie di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il via libera è arrivato con 10.952.907.059 voti favorevoli, pari al 96,96025% delle azioni ordinarie rappresentate, a fronte di una partecipazione al capitale del 63,88413%.
L'operazione annunciata lo scorso giugno prevede anche l'acquisizione di una partecipazione in Assicurazioni Generali, che il gruppo bancario ha qualificato come investimento di natura puramente finanziaria.
Il via libera dell'assemblea e i numeri dell'operazione
La proposta approvata riguarda la facoltà del consiglio di amministrazione, da esercitarsi entro il 10 settembre 2027, di aumentare il capitale sociale in una o più volte, con emissione di un numero massimo pari a 5,7 miliardi di azioni ordinarie da liberare mediante conferimento in natura, in quanto a servizio dell'Opas sul Monte dei Paschi. Per le modifiche statutarie approvate, sono stati già rilasciati i provvedimenti dell'Autorità di Vigilanza, che ha anche autorizzato la computabilità nel Common Equity Tier 1 delle azioni che saranno emesse nell'ambito dell'aumento.
I soci non hanno partecipato fisicamente ai lavori, ma l'esercizio del voto è avvenuto attraverso il rappresentante designato.
La natura finanziaria della partecipazione in Generali
Carlo Messina, amministratore delegato e consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, ha chiarito che l'ingresso nel capitale della compagnia assicurativa avrà una natura puramente finanziaria, escludendo quindi finalità industriali. La quota, che secondo le dichiarazioni della banca sarà trattata in continuità con l'impostazione contabile già adottata da Mediobanca, resterà classificata secondo il metodo del patrimonio netto e come partecipazione azionaria non di controllo, senza ingerenze nella governance del Leone di Trieste.
La banca ha inoltre escluso l'esistenza di accordi, intese o convergenze di interessi con il gruppo Unipol/Bper o con qualsiasi altro azionista, aventi a oggetto le partecipazioni in Assicurazioni Generali.
Il contesto dell'operazione e gli altri fronti del risiko bancario
L'acquisizione della quota in Generali si inserisce in un contesto più ampio, legato agli equilibri che potrebbero modificarsi con l'operazione su Mps e con il coinvolgimento di Mediobanca. La partecipazione del Leone custodita oggi in Mediobanca, società controllata dal Monte, porterebbe Intesa, che è già azionista a Trieste, a superare il 16% del totale delle azioni, diventando ampiamente il socio numero uno.
La ratio dichiarata dell'operazione è quella di evitare un utilizzo pregiudizievole della normativa sulle partecipazioni incrociate: senza questo passaggio, Generali avrebbe potuto acquistare una quota di oltre il 3% di Intesa Sanpaolo, innescando una catena di effetti che avrebbe potuto portare al congelamento della quota detenuta nella compagnia dopo il compimento della scalata su Siena.
Le mosse del Monte dei Paschi e il percorso autorizzativo
Sul fronte opposto, il Monte dei Paschi ha depositato in Consob i documenti relativi alle due offerte pubbliche di scambio promosse su Banco Bpm e Banca Generali, presentando contestualmente le richieste di autorizzazione alle autorità competenti. L'operazione su Banco Bpm prevede il concambio di 1,567 azioni ordinarie di nuova emissione di Mps per ogni azione portata in adesione, mentre quella su Banca Generali prevede 6,958 azioni di nuova emissione per ogni titolo conferito.
Il progetto complessivo mette sul tavolo quasi 34 miliardi di euro e punta a costruire un gruppo con una presenza molto più ampia nel credito e nella gestione patrimoniale.
Il ruolo di Mediobanca e le prossime scadenze
La scorsa settimana la Banca Centrale Europea ha autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca in Mps e le connesse operazioni di riorganizzazione societaria, consentendo di portare il progetto all'esame dell'assemblea del 29 ottobre. In quella sede i soci del Monte saranno chiamati a pronunciarsi sugli aumenti di capitale necessari alle due offerte e sulle operazioni collegate. Per Intesa restano da completare le autorizzazioni e da ottenere il via libera della Consob al documento d'offerta, con il lancio effettivo dell'Opas atteso indicativamente tra ottobre e novembre.
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