L’eredità di Pippo Baudo e la diffida dell’assistente a Katia Ricciarelli
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Redazione Cultura e Spettacolo
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A poche settimane dalla scomparsa di Pippo Baudo, avvenuta lo scorso 16 agosto, si è aperto un conflitto, che molti temevano e che lui stesso avrebbe probabilmente voluto evitare, riguardo alle sue ultime volontà. Katia Ricciarelli, sua ex moglie e compagna per diciotto anni, ha espresso pubblicamente, attraverso le colonne del «Messaggero», un giudizio severo sull’equa divisione del patrimonio del conduttore, definendola «ingiusta». La scelta di Baudo, infatti, è stata di lasciare quote identiche ai figli Tiziana e Alessandro e a Dina Minna, la sua assistente personale che gli è rimasta accanto per trentacinque anni, figura descritta spesso come il suo «angelo custode».
Proprio Dina Minna, attraverso il suo legale Jacopo Pensa, ha deciso di replicare a quelle che ritiene essere affermazioni «totalmente fuori luogo» e lesive della sua riservatezza. L’avvocato, intervenuto con una dichiarazione all’Adnkronos, ha chiarito di aver presentato una formale diffida affinché la Ricciarelli ponga fine a dichiarazioni pubbliche che, a suo dire, oltrepassano i limiti della correttezza e della competenza, trattandosi di questioni private e giudiziarie.
La diffida, come si è appreso, è duplice: non solo per quanto già dichiarato dall’ex moglie del presentatore, ma anche per prevenire eventuali ulteriori interventi in programmi televisivi. Un chiaro riferimento all’annunciata partecipazione della Ricciarelli alla trasmissione «Verissimo», il cui network Mediaset ha peraltro confermato la messa in onda. Minna, che ha sempre custodito un riserbo proverbiale, chiede attraverso il suo legale che si cambi registro e si adottino toni più consoni, lontani dai riflettori dei media.




