Pastore: “Con la Roma l’Inter ha segnato il gol scudetto”. E Biasin avverte: “Il Napoli va tenuto a distanza”

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La domenica di Pasqua regala il verdetto più atteso, anche se non ancora matematico, e a San Siro va in scena quella che potrebbe passare alla storia come l’ultima vera esibizione di forza prima del traguardo. Nel post-partita di Inter-Roma – terminata con un perentorio 5-2 che ha spazzato via le incertezze del mese precedente – i commenti dei giornalisti si sprecano, e dalle loro analisi emerge un quadro chiaro: il campionato, ormai, pende in modo decisivo verso i nerazzurri. Giuseppe Pastore, intervenuto durante L’ascia raddoppia, non ha usato giri di parole nel definire la portata del successo di Cristian Chivu, e anzi ha voluto sottolineare come la prestazione dei singoli abbia chiuso ogni discorso.

Secondo Pastore, la rete messa a segno dalla squadra (che ha ritrovato finalmente il proprio potenziale offensivo) vale molto più di tre punti. “Con la Roma l’Inter ha segnato il gol scudetto”, ha dichiarato il giornalista, sottolineando come il ritorno al gol di Lautaro Martinez – autore di una doppietta che lo riporta agli antichi fastidi per le difese avversarie – abbia ricomposto il celebre duo con Thuram. Proprio sul francese, oggetto di critiche nelle settimane di magra per un calo di rendimento che ne aveva appannato l’esplosività, Pastore ha voluto chiarire il proprio pensiero: il feeling con l’argentino è tornato a essere il motore di una macchina che, quando carbura, non ha eguali in Italia.

Il calendario e il verdetto della prossima domenica

La lotta, tuttavia, non è ancora archiviata sul piano aritmetico, e lo sa bene il Napoli di Antonio Conte, reduce da una striscia di risultati positivi che ne hanno risollevato il morale dopo un periodo complicato. Pastore ha analizzato lo scenario delle prossime ore, sottolineando come il prossimo fine settimana rappresenti un crocevia, forse l’ultimo prima della celebrazione ufficiale. “Domenica può chiudersi definitivamente il campionato – ha spiegato – con il Parma-Napoli che si giocherà prima del posticipo Como-Inter”. Lo scarto logico è sottile ma determinante: se il Napoli dovesse scendere in campo e portare a casa il risultato, riportandosi a -4, metterebbe quantomeno pressione sugli avversari, costringendoli a vincere sotto la pressione dell’ex Fabregas.

Tuttavia, se l’Inter dovesse ripetersi anche al Sinigaglia, allora lo scenario si cristallizzerebbe. Il margine resterebbe incolmabile, e a quel punto, con sette giornate residue, non ci sarebbero più storie. Per Pastore, il margine di rimonta per il Napoli esiste ancora, ma è confinato in una percentuale simbolica, un “1-2%” che va lasciato più per rispetto della crescita della squadra partenopea che per una reale convinzione: “È tutto in mano dell’Inter”, ha sentenziato, spostando il baricentro delle responsabilità esclusivamente sul campo della capolista.

La paura di Biasin e il valore di Anguissa

Speculare all’analisi di Pastore è il pensiero di Fabrizio Biasin, firma di Libero e voce abituale di Cronache di Spogliatoio, il quale ha ammesso di aver vissuto la vigilia del weekend con una preoccupazione inaspettata. “Ero spaventato più dall’Inter che dal Napoli”, ha rivelato, riferendosi al periodo di appannamento che aveva colpito i nerazzurri nel mese precedente. Le cattive prestazioni, i giocatori sembrati “arrivati” dal punto di vista fisico, avevano alimentato il dubbio che la squadra di Chivu potesse perdere il treno proprio sul più bello. La gara con la Roma, però, ha spazzato via quelle nubi, restituendo certezze a un gruppo che aveva bisogno di un risultato netto per ritrovare l’autostima.

Nel commentare la risalita del Napoli, Biasin ha spostato l’attenzione su un aspetto tattico preciso, individuando l’elemento che rende Conte così pericoloso in questo frangente. “Il Napoli va tenuto a distanza di sicurezza – ha avvertito – perché Conte è nel suo brodo, riesce a ottenere il massimo dai suoi”. Ma il vero valore aggiunto, quello che fa la differenza tra una squadra solida e una contendente credibile, risiede per Biasin in un centrocampista: Anguissa. Quando il mediano non c’è, la sua assenza si sente eccome, e la squadra perde quel filtro che la rende quasi impermeabile. Tuttavia, ha concluso, una rimonta da -7 a sette giornate dalla fine avrebbe dell’incredibile, e per questo il destino resta segnato.

Il punto di Vernazza e lo “spareggio” perso dal Milan

Sebbene la narrazione si concentri sul duello a due, non si può ignorare l’epilogo amaro per un’altra pretendente, quella che fino a qualche settimana fa sognava il colpo grosso. Sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, Sebastiano Vernazza ha fotografato la resa dei conti, definendo la scorsa giornata come lo “spareggio degli anti-Inter”. A vincerlo, è stato soltanto il Napoli, capace di risalire a. Il Milan, invece, è scivolato al terzo posto, a -9, e sebbene tecnicamente non sia fuori dai giochi, la botta ricevuta è pesante, quasi letale per le ambizioni.

Nella sera di Pasqua, con il 5-2 fresco e fragrante che riecheggiava sotto la curva di San Siro, è tornato a spirare il vento dell’Inter squadra più forte. Un’aria che sembrava essersi attenuata durante le soste e i cali di tensione, ma che ora spinge verso la conclusione più annunciata. Le parole di Biasin – “Il Napoli va tenuto a distanza” – non sono solo un consiglio tattico, ma la constatazione di una realtà oggettiva: la rimonta sarebbe clamorosa, e affidarsi alla speranza, quando l’avversario ha il destino nelle proprie mani, è l’ultimo lusso che ci si può permettere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.