Meloni sulla morte di Martina Carbonaro: «Una storia che lascia senza fiato»
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Redazione Interno
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Giorgia Meloni, intervenendo al termine del vertice Asia centrale-Italia ad Astana, ha definito «senza fiato» la vicenda di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa ad Afragola dal suo ex fidanzato. «Noi ci abbiamo lavorato tanto», ha aggiunto la presidente del Consiglio, riferendosi alle misure legislative contro la violenza sulle donne, «ma tutte le volte ti senti disarmato». Pur riconoscendo gli sforzi normativi già compiuti, Meloni ha sottolineato come gli appelli, da soli, non bastino: «Servono proposte concrete, perché questo è uno dei pochi temi su cui non ci sono divisioni politiche».
Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha espresso il «dolore del governo» per il femminicidio, pur ammettendo la difficoltà di inquadrare un caso che sembra sfuggire a categorie precise. «È complicato stabilire il confine tra femminicidio, degrado e follia», ha osservato, lasciando intendere la complessità di un fenomeno che spesso affonda le radici in dinamiche sociali e culturali più ampie.
Diverso il tono di Vincenzo De Luca, governatore della Campania, che ha sollevato un interrogativo scomodo: «Ho letto che la vittima era fidanzata da due anni. A dodici anni. Non so... è difficile». Un commento che, al di là delle polemiche possibili, riporta l’attenzione su un contesto in cui certi episodi maturano in ambienti dove le relazioni tra minori vengono normalizzate troppo presto. «Siate padri e madri, non finti giovani», ha aggiunto De Luca, rivolgendosi soprattutto alle famiglie con figli maschi.
Intanto, emergono nuovi dettagli sull’omicidio. Alessio Tucci, il diciottenne accusato dell’uccisione, avrebbe confessato al gip di aver colpito Martina con una pietra dopo che lei aveva rifiutato un suo abbraccio. I due, secondo la ricostruzione, si erano incontrati in un casolare abbandonato vicino allo stadio Moccia, luogo che frequentavano già durante la loro relazione. Difeso dall’avvocato Mario Mangazzo, Tucci ha parlato di un «confronto» finito in tragedia.




