Le borse europee crollano per i dazi di Trump: Milano perde 22 miliardi
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Redazione Economia
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L’ondata di vendite che ha travolto i mercati finanziari europei, alimentata dalle nuove tariffe doganali decise da Donald Trump e dai dati macroeconomici statunitensi più deboli del previsto, ha cancellato in poche ore 269 miliardi di euro di capitalizzazione. L’indice Stoxx 600, che rappresenta il paniere delle principali società del Vecchio Continente, ha chiuso la seduta con un calo dell’1,89%, mentre il Ftse Mib di Piazza Affari ha ceduto il 2,55%, bruciando 22 miliardi.
La misura protezionistica firmata dal presidente americano, che impone dazi tra il 10% e il 41% su un’ampia gamma di prodotti importati da quasi 70 Paesi, ha innescato una reazione a catena, spingendo gli investitori a disfarsi dei titoli più esposti al commercio globale. Sebbene i listini avessero registrato nei primi sette mesi dell’anno performance positive, l’incertezza generata dalla mossa di Washington ha ribaltato lo scenario, trascinando in rosso anche i bilanci settimanali.
Tra le piazze più colpite spicca Parigi, dove il Cac 40 ha perso il 2,91%, mentre Francoforte, con il Dax in calo del 2,65%, ha vissuto una delle peggiori giornate dell’anno. Londra, pur contenendo le perdite allo 0,70%, non è riuscita a sottrarsi alla tendenza negativa. L’effetto combinato delle tensioni commerciali e degli indicatori economici statunitensi deludenti ha dunque riportato in primo piano i timori per una possibile frenata della crescita, mettendo in luce la fragilità di un mercato ancora dipendente dalle dinamiche globali.




