La Stampa passa al gruppo Sae di Leonardis, l’operazione si chiuderà entro giugno

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’assetto proprietario del quotidiano La Stampa è destinato a cambiare radicalmente, e l’operazione che porterà lo storico giornale torinese sotto il controllo del gruppo Sae – Sapere Aude Editori è stata formalizzata mercoledì 4 marzo con la firma del contratto preliminare di cessione da parte di Gedi. L’accordo, che dovrà essere perfezionato entro la fine del primo semestre del 2026, non riguarda esclusivamente la testata fondata nel 1867, ma si estende a un perimetro piuttosto ampio di asset: vi rientrano le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale dedicata alla raccolta pubblicitaria locale e, più in generale, tutte le strutture di staff e di supporto alla redazione. L’acquisizione, spiegano le note ufficiali, avverrà attraverso un veicolo societario di nuova costituzione che sarà controllato dal gruppo Sae, e al quale si prevede potranno partecipare anche investitori espressione del territorio del Nord Ovest, quasi a voler mantenere un radicamento con l’area geografica di origine del quotidiano.

Alle spalle di questa complessa operazione si staglia la figura di Alberto Leonardis, imprenditore abruzzese classe 1966, fondatore di un gruppo che in soli cinque anni ha letteralmente cambiato pelle, passando dall’essere una realtà pressoché sconosciuta al grande pubblico a un polo editoriale in grado di competere su scala nazionale. Leonardis, che vanta un passato in grandi aziende come Telecom Italia, Microsoft Italia e Poste Italiane, ha iniziato a tessere la sua trama nel settore dei media diventando azionista di testate come il Corriere delle Comunicazioni e l’agenzia di stampa Dire, ma è dal 2020 che la sua strategia di espansione ha subito un’accelerazione improvvisa. In quell’anno, infatti, una cordata da lui guidata rilevò da Gedi un pacchetto di quattro quotidiani locali: Il Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. A queste, nel 2022, si è aggiunta La Nuova Sardegna, mentre nel 2025 è stata la volta de La Provincia Pavese, operazione quest’ultima che ha permesso al gruppo di mettere piede in Lombardia attraverso la costituzione di Sae Lombardia.

La filosofia industriale di Leonardis tra comunicazione e territorio

Il modello di sviluppo messo a punto da Leonardis, e che ora verrà applicato al quotidiano torinese, non si limita alla mera aggregazione di testate. Il gruppo Sae, infatti, ha affiancato all’attività editoriale veri e propri rami d’impresa nel settore della comunicazione, del digitale e dell’organizzazione di eventi, costruendo un perimetro diversificato che punta a sinergie e a una maggiore solidità finanziaria. In un’intervista rilasciata a Prima Comunicazione prima ancora che l’affare La Stampa venisse ufficializzato, lo stesso Leonardis aveva delineato i contorni di quella che viene ormai definita la filosofia del gruppo, spiegando come in cinque anni si sia riusciti a mettere in sicurezza testate locali, aggregando capitali e costruendo una rete che oggi gli consente di guardare con ambizione al futuro. Il progetto per La Stampa, come si evince dalle dichiarazioni ufficiali, punta a garantire continuità al posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il legame con il territorio piemontese, pur nell’ambito di un gruppo che ha i suoi centri direzionali a Sassari e Pescara e che guarda all’innovazione, in particolare attraverso la produzione di contenuti social e video.

A testimoniare la rilevanza politica e territoriale dell’operazione è intervenuto il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che ha commentato con parole di vivo apprezzamento la firma del contratto preliminare. Marsilio, raccogliendo un sentimento di orgoglio diffuso nella regione d’origine di Leonardis, ha sottolineato come la notizia rappresenti il coronamento di una storia di crescita imprenditoriale e di visione industriale. Il gruppo Sae, ha aggiunto il governatore, che può contare su figure chiave come i professionisti abruzzesi Marco Racano e Massimo Briolini, dimostra una capacità di espansione che lo proietta ora a pieno Titolo sulla scena nazionale, andando oltre il tradizionale perimetro dell’editoria locale. Un passaggio, questo, che per Marsilio assume i contorni di un esempio virtuoso di imprenditoria capace di difendere e valorizzare l’italianità di un’impresa editoriale, rafforzandone al contempo il radicamento territoriale.

Le reazioni e il valore di un passaggio storico

L’acquisizione de La Stampa rappresenta indubbiamente un salto di qualità rilevante per Sae, un gruppo nato appena sei anni fa e che ora si trova a gestire una delle testate più autorevoli e storicamente significative del panorama giornalistico italiano. La chiusura dell’esercizio 2024 per il gruppo di Leonardis ha fatto registrare ricavi consolidati per 118 milioni di euro, suddivisi tra le attività di comunicazione, che hanno generato 76 milioni, e quelle più prettamente editoriali, ferme a 42 milioni. L’obiettivo dichiarato per il 2025, al netto di questa nuova e imponente acquisizione, era di raggiungere un fatturato complessivo di 200 milioni di euro, anche grazie a una strategia di crescita che prevedeva l’ingresso nel mercato dell’editoria nazionale con una testata online e il rafforzamento del business della comunicazione. Con l’arrivo de La Stampa, le prospettive di fatturato e di influenza del gruppo sono destinate a crescere ulteriormente.

La cessione del quotidiano torinese, di fatto, sancisce un ulteriore passo nel ridimensionamento della presenza della famiglia Agnelli-Elkann nel mondo dell’editoria. Dopo la vendita di altre testate locali e ora del giornale simbolo del capoluogo piemontese, si consuma un distacco che alcuni osservatori hanno letto come emblematico della fine di un’epoca, quella del capitalismo novecentesco strettamente legato alle sorti della città-fabbrica. Il contratto preliminare, che dovrà ora superare l’espletamento delle procedure sindacali e burocratiche previste per legge, avvia concretamente l’iter che entro l’estate consegnerà La Stampa nelle mani di Leonardis, un imprenditore che ha fatto dell’aggregazione di testate locali e del sostegno di fondazioni bancarie e investitori territoriali la propria cifra distintiva.

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