Garlasco, i dati sui pedali della bici di Stasi riaprono il caso del Dna
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Redazione Interno
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Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione dopo gli sviluppi legati ai dati degli accertamenti sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, materiale che la difesa dell’ex condannato aveva chiesto di ottenere nell’ambito delle verifiche tecniche sul delitto di Chiara Poggi. La vicenda riguarda in particolare la documentazione prodotta dal Ris e le nuove valutazioni emerse dalle indagini su Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario aggravato.
La richiesta della difesa e il provvedimento della Corte d’Assise d’appello
Un passaggio oggi nuovamente discusso risale al 15 novembre 2017, quando la Corte d’Assise d’appello di Milano emise un decreto di “non luogo a provvedere” sulla richiesta presentata dai legali di Alberto Stasi per ottenere copia degli atti e della documentazione relativa agli accertamenti tecnici eseguiti ai sensi dell’articolo 360 del codice di procedura penale. I giudici avevano chiarito di non avere competenza sulla consegna diretta di quei materiali, ma avevano riconosciuto l’interesse della difesa a ricevere la documentazione anche dopo la definitività della condanna.
Il nodo riguarda i cosiddetti dati grezzi degli esami di laboratorio effettuati sui reperti raccolti durante le indagini sull’omicidio avvenuto a Garlasco. Secondo gli atti emersi nelle nuove verifiche, gli esperti incaricati dalla difesa di Stasi hanno analizzato informazioni provenienti dagli archivi del Ris relative al campione denominato “bu_p”, collegato al materiale biologico trovato sui pedali della bicicletta. Le valutazioni hanno evidenziato l’esistenza di due contro-analisi con esito negativo effettuate il 20 settembre 2007.
Il nuovo fronte investigativo sulle analisi del Ris
La questione è entrata nel fascicolo della nuova indagine coordinata dalla Procura di Pavia su Andrea Sempio. I consulenti della Procura hanno confermato l’esistenza delle verifiche negative individuate nei dati di laboratorio, rilevando una discordanza tra il primo risultato e gli approfondimenti successivi che avrebbe richiesto ulteriori chiarimenti tecnici. Gli esperti hanno però mantenuto valutazioni differenti sulla validità del profilo genetico ottenuto nel primo esame.
Da una parte i consulenti della difesa di Stasi hanno sostenuto che le contro-analisi avrebbero potuto incidere sulla valutazione dell’elemento genetico utilizzato nel processo. Dall’altra, i consulenti nominati dalla Procura di Pavia hanno considerato valido e attendibile il risultato iniziale relativo al profilo genetico attribuito a Chiara Poggi, pur indicando la necessità di approfondire la differenza tra gli esiti delle analisi.
Le nuove indagini su Andrea Sempio e gli altri elementi tecnici
Le nuove attività investigative hanno riguardato anche altri elementi del caso Garlasco, tra cui la traccia di una scarpa con suola a pallini rinvenuta nella villetta di via Pascoli. Gli accertamenti tecnici depositati dalla Procura hanno valutato la compatibilità tra la scarpa modello Frau taglia 42 e le caratteristiche del piede di Andrea Sempio, senza individuare un’incompatibilità fisica secondo quanto comunicato dagli inquirenti.
Sempio ha contestato pubblicamente gli elementi dell’indagine, intervenendo anche in televisione per sostenere la propria posizione e mettere in discussione il possibile movente, le valutazioni sull’impronta e gli accertamenti legati alle dimensioni delle calzature. La Procura di Pavia ha invece chiuso nuovamente le indagini nei suoi confronti dopo ulteriori approfondimenti tecnici, aprendo la fase successiva prevista dal procedimento penale.
Il caso è tornato anche nel programma “Quarto Grado” del 2 ottobre 2026, con una puntata dedicata agli ultimi sviluppi dell’inchiesta e alla presenza del genetista Giorgio Portera, ex ufficiale del Ris di Parma, chiamato a intervenire sugli aspetti scientifici legati agli accertamenti del passato.
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