Delitto di Garlasco, chiusa la seconda indagine su Sempio. La Procura: “La scarpa del killer è compatibile col suo piede”

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Pavia ha notificato alla difesa di Andrea Sempio il secondo avviso di conclusione delle indagini per il delitto di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Il provvedimento, giunto al termine degli accertamenti integrativi disposti a fine maggio dopo la prima chiusura e il deposito delle consulenze difensive, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dall’odio verso la vittima.

Sempio, amico del fratello di Chiara, era già stato iscritto nel registro degli indagati nel marzo 2025; per quel delitto Alberto Stasi, l’ex fidanzato della ragazza, è stato condannato in via definitiva a 16 anni nel dicembre 2015.

Gli accertamenti sulla scarpa e sull’impronta

Il procuratore Fabio Napoleone ha riassunto in una nota gli esiti delle nuove consulenze tecniche. I consulenti incaricati dalla Procura, Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli, hanno esaminato la memoria difensiva con le consulenze dattiloscopica e tecnico-calzaturiera presentate dai legali dell’indagato. Per quanto riguarda la traccia di scarpa rinvenuta nell’abitazione, gli accertamenti eseguiti sulle calzature “non consentono di sostenere l’esistenza di un’incompatibilità fisica tra la conformazione del piede di Andrea Sempio e la traccia di scarpa oggetto di analisi”, si legge nel comunicato.

I medesimi consulenti hanno poi depositato una nota sulle dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42 che “risulta compatibile con le misure del piede di Andrea Sempio”. Sulla cosiddetta impronta 33, la traccia palmare rilevata sul muro della scala che conduce alla cantina, i consulenti hanno rilevato che le osservazioni formulate dalla difesa non introducono elementi nuovi tali da modificare le conclusioni già espresse nelle precedenti valutazioni tecniche.

Le contro-analisi sui pedali della bicicletta di Stasi

Nel lungo comunicato, la Procura di Pavia ha dato conto anche di un altro passaggio degli accertamenti integrativi. È stata acquisita una consulenza dei consulenti nominati dalla difesa di Alberto Stasi, Ugo Ricci e Pasquale Linarello, avente a oggetto i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6 novembre 2025. In quei dati grezzi i consulenti hanno rilevato la presenza di due contro-analisi, datate 20 settembre 2007, del campione denominato bu_p, lo stesso che rivelò la presenza del Dna della vittima sui pedali della bicicletta Umberto Dei e che portò al fermo di Stasi.

Le contro-analisi risultarono “totalmente negative”. Secondo la ricostruzione della Procura, il profilo genetico determinato il 19 settembre 2007 dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca alla vittima “oltre ogni ragionevole dubbio” era risultato totalmente negativo il giorno successivo, quando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di questi tracciati negativi, scrive ancora Napoleone, “non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento/processo celebratosi a carico di Stasi Alberto”.

I consulenti tecnici della Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative e, in ragione della discordanza, hanno concluso per l’opportunità all’epoca di un approfondimento che, dalle recenti indagini svolte dalla Procura di Pavia, non risulta essere stato effettuato.

Le prossime mosse processuali

Il nuovo avviso di conclusione delle indagini apre ora la fase delle memorie difensive. I legali di Sempio, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, avranno a disposizione un termine di venti giorni per esaminare gli atti depositati, presentare memorie o chiedere l’interrogatorio dell’indagato. L’avvocato Cataliotti ha dichiarato che l’imputazione non è cambiata rispetto a quella contestata il 6 maggio e che non ci sono nuovi elementi di prova.

La richiesta di rinvio a giudizio da parte dei pm, per il reato di omicidio, dovrà essere formulata entro nove mesi dalla chiusura delle indagini, anche se secondo quanto trapela l’intenzione sarebbe quella di procedere già prima della fine dell’anno. L’udienza preliminare davanti al gup di Pavia potrebbe essere programmata per i primi mesi del prossimo anno. Nessuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza di condanna di Alberto Stasi, si evidenzia ancora nella nota della Procura, è mai stata rivolta al Procuratore Generale.

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