Garlasco, Marzio Capra sui test del Dna sui pedali della bici di Stasi: “Nessun risultato è stato nascosto”

Garlasco, Marzio Capra sui test del Dna sui pedali della bici di Stasi: “Nessun risultato è stato nascosto”
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel caso Garlasco, gli ultimi sviluppi riguardano i nuovi accertamenti sui test del Dna effettuati nel 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi. La Procura di Pavia ha spiegato che nei dati grezzi del Ris di Parma sono state individuate due analisi effettuate il 20 settembre 2007 sul campione bu_p, entrambe risultate negative, mentre il giorno precedente un’analisi dello stesso campione aveva rilevato il profilo genetico allora attribuito a Chiara Poggi.

La posizione di Marzio Capra

A mettere ordine sulla vicenda, relazioni alla mano, è intervenuto Marzio Capra, consulente della famiglia della vittima presente fin dalla fase iniziale dell’inchiesta. “Non c’è stato nessun doppio esito negativo dopo il risultato certo sulla presenza di Dna di Chiara Poggi sulla bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi”, ha dichiarato Capra, spiegando che quello che la difesa di Stasi indica come un esito negativo datato 20 settembre 2007 è in realtà una corsa del campione inibito del 10 settembre 2007.

In termini meno tecnici, il tentativo di analisi del 10 settembre fallisce e per nove giorni i Ris di Parma lavorano per pulire il campione rilevato sui pedali. Il 19 settembre 2007 viene eseguita un’amplificazione del Dna e la provetta viene caricata sul sequenziatore, ma la macchina dà problemi di corsa, un intoppo che i Ris di Parma segnalano immediatamente nei dati grezzi come campione evaporato. Il risultato è monco: il campione mostra il profilo genetico di Chiara Poggi per sei marcatori.

Il tentativo di analisi viene ripetuto qualche ora dopo e il campione caricato in doppio restituisce due profili perfetti, con quindici marcatori di Chiara Poggi. Quel risultato che rileva nessun profilo utile a comparazione, secondo Capra, arriva prima del risultato dei due profili completi femminili perfettamente compatibili con la vittima.

Le indagini della Procura di Pavia

La Procura di Pavia ha acquisito una consulenza degli esperti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, nominati dalla difesa di Alberto Stasi, con al centro i Raw Data consegnati alla Procura di Pavia dal Ris di Parma il 6 novembre 2025 nell’ambito dell’inchiesta appena chiusa su Andrea Sempio. In quei dati grezzi i due esperti hanno rilevato la presenza di contro-analisi, due corse elettroforetiche datate 20 settembre 2007, del campione bu_p totalmente negative, contro-analisi idonee, a loro giudizio, a scagionare Alberto Stasi già 19 anni fa, ma non esistenti nel fascicolo.

In altri termini, il profilo genetico determinato appena il giorno prima dall’unico estratto disponibile ricavato dai pedali della bicicletta e attribuito dal consulente tecnico del pm dell’epoca oltre ogni ragionevole dubbio alla vittima, era risultato totalmente negativo il giorno successivo, allorquando lo stesso consulente aveva effettuato nuove analisi. Di queste due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 e dei relativi tracciati completamente negativi non si è rinvenuta traccia in alcun atto del procedimento a carico di Stasi.

La replica del generale Garofano

L’ex comandante del Ris dei carabinieri di Parma, il generale Luciano Garofano, ha rifiutato l’ipotesi di far parte di un complotto. “Basta accusarci di essere il braccio armato tecnico di una Procura che voleva incastrare Alberto Stasi.

Sono stati gli indizi a portarci verso Alberto Stasi e noi e la dottoressa Muscio non avevamo alcun interesse a incastrare Stasi”, ha dichiarato Garofano, ribadendo la sua posizione nella registrazione della puntata di Porta a Porta in onda questa sera, martedì 29 settembre su Rai 1, ricordando gli albori dell’inchiesta del pm di Vigevano Rosa Muscio sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa di Garlasco il 13 agosto del 2007.

“Il profilo genetico di Chiara Poggi su quei pedali c’era e nessuno lo può cancellare”, ha aggiunto l’ex generale, sottolineando che il Ris non ha omesso, non ha nascosto, non ha depistato e che tutte quelle analisi sono state fatte nel contraddittorio, alla presenza dei consulenti di parte.

Lo sfogo di Giada Bocellari

L’avvocato Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, ha commentato in diretta tv i clamorosi sviluppi emersi alla chiusura della nuova indagine della procura di Pavia, secondo cui nella prima inchiesta sul delitto di Garlasco non sarebbero state depositate due contro-analisi negative sulla presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali della bici Umberto Dei.

“Io faccio due sole considerazioni molto tranchant, la prima tecnica: quel campione è stato prelevato l’11 di settembre e questo il dottor Capra lo sa meglio di me visto che lui nel 2007 a differenza mia c’era”, ha detto la legale in collegamento con la trasmissione Ignoto X. “Io sono arrivata al punto di pensare che ci sia una modalità di comunicazione volta, a prescindere dalla fondatezza di ciò che si dice, a cercare di creare confusione”, ha aggiunto Bocellari. “Ora quello che io chiedo, che auspico da tempo, è che ci sia un’onestà intellettuale di fondo.

È una questione oggettiva, è una questione documentale, non si discute, possiamo discutere di altre cose, bisogna arrendersi all’evidenza. Qui il problema è che anche il team della famiglia Poggi dovrebbe domandarsi perché anche a loro questi dati non sono arrivati. Non capisco perché non possa essere interesse anche delle altre parti appurare cosa è accaduto, ma perché per forza Alberto Stasi? Io questo veramente non lo capisco più, mi dispiace”, ha concluso la legale.

Il quadro investigativo e i prossimi passi

La Procura di Pavia ha chiuso le indagini nei confronti di Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, contestando il reato di omicidio aggravato dalla crudeltà e dall’odio. I consulenti tecnici della Procura hanno confermato l’esistenza delle corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 e, in ragione di questa discordanza, hanno concluso per l’opportunità all’epoca di un approfondimento che, tuttavia, dalle recenti indagini svolte non risulta essere stato effettuato.

La Procura generale di Milano non ha ancora ricevuto i nuovi atti dalla Procura di Pavia, comprese quelle consulenze della difesa di Alberto Stasi e degli esperti dei pubblici ministeri che affrontano il tema delle due contro-analisi negative sul Dna sui pedali della bici di Alberto Stasi. La procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, ha affermato che la strada che porterà alla revisione del processo per Alberto Stasi è lunga e tortuosa.

La difesa di Stasi ha annunciato l’intenzione di depositare la richiesta di revisione della condanna definitiva a 16 anni, integrandola con gli elementi emersi dalla nuova inchiesta. “Non vedo Alberto Stasi sulla scena del crimine dopo queste ultime rivelazioni che sono devastanti”, ha dichiarato l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi insieme alla collega Bocellari, intervenuto davanti al palazzo di giustizia di Pavia dopo la chiusura delle nuove indagini.

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