Garlasco, il genetista Fabbri: “Negato l’Obti test sui pedali, oggi capisco perché”
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Redazione Interno
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Matteo Fabbri, ex consulente della difesa di Alberto Stasi nel processo per l’omicidio di Chiara Poggi, è tornato sulle analisi relative ai pedali della bicicletta dell’allora indagato, definendo quella in corso la “pagina più triste delle indagini tecnico-scientifiche”. Nel corso di un collegamento televisivo, il genetista ha ricostruito un passaggio specifico della consulenza tecnica del 2007: il 25 settembre di quell’anno chiese che venisse effettuato un Obti test sui pedali, un accertamento in grado di stabilire se le tracce repertate fossero di natura ematica.
La richiesta, ha spiegato, gli fu negata dal consulente del pubblico ministero, che avrebbe motivato il diniego con “dubbi circa la quantità di campione” disponibile. “Oggi capisco perché”, ha dichiarato Fabbri, sostenendo che il test fosse già stato eseguito in precedenza e che il risultato negativo sarebbe stato omesso non solo alla difesa, ma anche alla Procura.
Il foglio di lavoro mai depositato e il Dna maschile
Nelle settimane successive alla diffusione delle dichiarazioni di Fabbri, la Procura di Pavia ha acquisito dall’archivio del Ris di Parma un “foglio di lavoro” datato 26 settembre 2007, mai confluito nelle relazioni tecniche né nei verbali delle operazioni di laboratorio. Il documento, stando a quanto riportato nella consulenza firmata dai genetisti Carlo Previderè e Pierangela Grignani, riporta la quantificazione di un campione indicato come “bu_p_bis”, riferibile alla bicicletta di Stasi: vengono distinti un valore di Dna umano e uno specifico di Dna maschile.
Si tratta di dati che non erano mai emersi nei precedenti passaggi giudiziari e che ora alimentano il confronto sulla completezza degli accertamenti svolti all’epoca.
Il doppio esito negativo del 20 settembre
Un ulteriore documento acquisito riguarda gli appunti manoscritti attribuiti al capitano Alberto Marino, l’ufficiale del Ris che nel 2007 coordinò le operazioni sui reperti. Dieci righe vergate a penna riportano la data del 20 settembre 2007, il giorno in cui sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Stasi furono eseguite due controanalisi dopo il risultato positivo del giorno precedente, che aveva evidenziato tracce riconducibili al profilo genetico di Chiara Poggi. Entrambe le nuove corse risultarono negative.
Nello stesso appunto compare la menzione di un Obti test con esito negativo su uno dei pedali, quello “con vite sinistrorsa”. Di questi risultati non vi sarebbe traccia nel fascicolo trasmesso alla Procura di Vigevano, allora titolare delle indagini.
La posizione di Garofano e le richieste di audizione
L’ex comandante del Ris Luciano Garofano, che all’epoca dirigeva il reparto, ha respinto l’ipotesi di un occultamento volontario delle analisi, parlando di “un grande equivoco” e sostenendo che le due corse negative del 20 settembre fossero semplicemente il risultato di esami privi di segnale su un campione esiguo, circostanza che non invaliderebbe la precedente positività del Dna. Fabbri e l’altro consulente della difesa, Francesco Maria Avato, hanno invece chiesto formalmente alla Procura di Pavia di essere ascoltati come persone informate sui fatti per chiarire la propria posizione.
Fabbri ha respinto con fermezza l’ipotesi che i consulenti di Stasi fossero a conoscenza dei risultati negativi già nel 2007, definendo “assolutamente falsa” la ricostruzione secondo cui ne sarebbero stati informati nel corso di una riunione del 24 settembre.
Le nuove indagini e il quadro processuale
La Procura di Pavia, che ha riaperto un filone investigativo sul delitto con Andrea Sempio indagato per l’omicidio, sta valutando l’audizione dell’allora pubblico ministero di Vigevano Rosa Muscio e degli stessi ex consulenti della difesa. L’attenzione degli inquirenti si concentra anche sulla gestione dei reperti conservati al Ris, inclusa la distruzione di alcuni campioni, come l’intonaco della traccia 33 e le unghie della vittima.
L’avvocata di Stasi, Giada Bocellari, ha annunciato che nella documentazione della nuova inchiesta sarebbero presenti altri elementi a discarico, uno dei quali “farà scalpore” e non riguarderebbe le indagini del 2007, senza però fornirne ulteriori dettagli.
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