Garlasco, Sempio verso il processo: spuntano le analisi pro Stasi
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Redazione Interno
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La nuova inchiesta sul caso Garlasco porta Andrea Sempio verso una possibile richiesta di rinvio a giudizio per l'omicidio di Chiara Poggi e apre contemporaneamente un capitolo delicatissimo sulle indagini condotte all'epoca nei confronti di Alberto Stasi. La Procura di Pavia ha chiuso per la seconda volta gli accertamenti sul 38enne, contestandogli l'omicidio aggravato dalla crudeltà e dall'odio verso la vittima. Tra gli atti depositati compaiono nuove valutazioni sull'impronta di scarpa, sulla traccia palmare e soprattutto sugli esami genetici eseguiti nel 2007 sui pedali della bicicletta sequestrata all'allora fidanzato della giovane.
Le contro-analisi sui pedali che non finirono negli atti
Il passaggio più clamoroso riguarda il materiale genetico prelevato dai pedali della bicicletta Umberto Dei. Il 19 settembre 2007 un profilo ottenuto dal campione denominato bu_p era stato attribuito alla vittima dal consulente tecnico dell'accusa dell'epoca. Il giorno successivo, però, sul medesimo campione furono effettuate due nuove corse elettroforetiche che diedero esito totalmente negativo. La Procura pavese afferma che di queste contro-analisi non è stata rinvenuta traccia negli atti del procedimento e del successivo processo celebrato contro l'ex studente della Bocconi. Si tratta di un elemento emerso dall'esame dei dati grezzi consegnati dal Ris di Parma nel novembre 2025.
A individuare quelle risultanze sono stati Ugo Ricci e Pasquale Linarello, consulenti della difesa del condannato, che le hanno considerate potenzialmente idonee a scagionarlo già all'epoca dei fatti. La Procura ha quindi affidato a Carlo Previderè e Pierangela Grignani una valutazione critica della documentazione. Gli esperti incaricati dai magistrati hanno confermato l'esistenza delle corse negative e, davanti alla discordanza con il primo risultato, hanno rilevato che sarebbe stato opportuno procedere allora a un approfondimento. Le recenti verifiche investigative non hanno trovato riscontro dell'esecuzione di tale approfondimento.
La questione assume un peso particolare perché l'analisi positiva era entrata nella fase iniziale dell'inchiesta contro Stasi, fermato il 24 settembre dello stesso anno. La sua difesa sostiene che le due verifiche successive non furono trasmesse al pubblico ministero né alle parti e che nel fascicolo figurò soltanto il risultato precedente, utilizzato per sostenere la presenza del Dna di Poggi sui pedali. I nuovi accertamenti hanno portato gli inquirenti ad ascoltare anche appartenenti al Ris di Parma dell'epoca, compreso l'ex comandante Luciano Garofano, nell'ambito delle verifiche dirette a ricostruire la gestione di quel reperto.
Impronta di scarpa e traccia palmare nelle nuove accuse
Gli approfondimenti non riguardano soltanto la posizione dell'uomo già condannato. Sul fronte dell'accusa rivolta a Sempio, i consulenti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli hanno riesaminato le osservazioni presentate dalla difesa sulla cosiddetta impronta palmare 33 e sulla traccia di una scarpa con suola a pallini rinvenuta nell'abitazione. Secondo le conclusioni comunicate dal procuratore Fabio Napoleone, le contestazioni difensive sulla prima non introducono elementi tali da modificare le precedenti valutazioni tecniche. Per la seconda, gli accertamenti non consentono di sostenere un'incompatibilità fisica tra la conformazione del piede dell'indagato e la traccia repertata sulla scena del crimine.
Un ulteriore esame ha riguardato una calzatura Frau di taglia 42, le cui dimensioni sono state giudicate compatibili con quelle del piede dell'indagato. Anche Cristina Cattaneo è intervenuta sulle valutazioni calzaturiere, osservando sotto il profilo medico che un incremento ponderale nel tempo può determinare un aumento significativo della larghezza e del volume del piede. È un punto che si inserisce nel confronto tecnico aperto dalle consulenze della difesa e che viene ora incluso negli atti conclusivi dell'inchiesta.
Le nuove valutazioni sulle lesioni di Chiara Poggi
Un'altra parte degli accertamenti riguarda la dinamica temporale dell'aggressione. Le analisi medico-legali depositate indicano che la produzione delle lesioni non sarebbe stata immediatamente antecedente alla morte: l'intervallo viene collocato orientativamente tra un minimo di 15 e 30 minuti, senza escludere una sopravvivenza complessiva più lunga, fino a 60 minuti. Questo elemento riguarda la ricostruzione della sequenza dell'omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta della famiglia Poggi e costituisce uno dei risultati tecnici inseriti nella seconda chiusura dell'inchiesta.
Dopo la notifica dell'avviso di conclusione, i legali dell'indagato possono acquisire gli atti e presentare ulteriori deduzioni difensive prima delle successive determinazioni della Procura. Il suo avvocato Liborio Cataliotti ha precisato che l'imputazione non è cambiata rispetto a quella formulata in precedenza e ha annunciato la richiesta di copia della documentazione. Sul diverso fronte della posizione del condannato, Napoleone ha precisato che l'ufficio pavese non ha rivolto al procuratore generale alcuna richiesta finalizzata alla formulazione di una proposta di revisione della sentenza.
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