Cervelli in fuga dagli Usa: l’Europa risponde con 600 milioni, ma l’Italia resta fuori
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Redazione Interno
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Mentre l’Europa prova a trasformarsi in un polo d’attrazione per i ricercatori statunitensi in fuga dalle politiche di Donald Trump, l’Italia sceglie di non partecipare al tavolo. Alla Sorbona, su iniziativa di Emmanuel Macron, si è tenuto ieri l’incontro Choose Europe for Science, con la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen che ha annunciato un pacchetto da 500 milioni di euro per il triennio 2025-27, destinato a finanziare progetti di ricerca e accogliere scienziati in cerca di un’alternativa al clima sempre più ostile oltreoceano. Un piano che, almeno per ora, resta una dichiarazione d’intenti più che una riforma strutturale, ma che segna una presa di posizione netta: l’Europa – intesa non solo come Ue, ma anche con Gran Bretagna, Norvegia e Svizzera – punta a diventare un rifugio per chi cerca libertà accademica e stabilità.
La scelta di Parigi come sede non è casuale, e non è passata inosservata. Se da un lato i francesi hanno rivendicato un ruolo centrale nell’operazione, dall’altro il governo italiano ha reagito con freddezza, interpretando l’evento come un’iniziativa troppo franco-centrica. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini ha deciso di non partecipare, dopo che Macron aveva inviato direttamente ai rettori italiani un invito “irrituale”, bypassando i canali diplomatici tradizionali. Un gesto che ha riacceso le tensioni tra Roma e Parigi, già emerse in passato su altri dossier, e che lascia l’Italia ai margini di un progetto che coinvolge invece gran parte dei Paesi europei.




