L'Italia del curling junior cede il Titolo mondiale agli Stati Uniti a Taarnby

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sogno del bis iridato, per la squadra maschile italiana di curling juniores, si è infranto sul ghiaccio danese di Taarnby, nella periferia di Copenhagen, contro una squadra statunitense che ha confermato sul campo di essere la più forte del torneo. La formazione azzurra, composta da Stefano Spiller, Stefano Gilli, Andrea Gilli, Cesare Spiller e Francesco Vigliani, e che proprio un anno fa a Cortina aveva conquistato il primo storico oro mondiale per una nazionale giovanile maschile, questa volta deve accontentarsi della medaglia d’argento, al termine di una finale persa per 8.

Il percorso degli azzurri e la sfida agli americani

Il cammino degli azzurri in questa edizione dei Mondiali junior, va detto, non era stato semplice. Dopo un round robin chiuso al quarto posto con un record di sei vittorie e tre sconfitte, gli italiani avevano dovuto vedersela in semifinale con la Scozia, riuscendo a strappare un pass per l’atto conclusivo che, sulla carta, li vedeva opposti a una squadra americana già ampiamente temuta e rispettata. Gli Stati Uniti, infatti, avevano dominato la fase a gironi, infliggendo proprio all’Italia una pesante sconfitta per 8-1, e avevano poi eliminato il Canada, sempre una delle grandi favorite, dimostrando una solidità e una freddezza sotto pressione che si sarebbero rivelate decisive anche nella finale.

La cronaca di una finale combattuta

La partita per l’oro è stata un confronto teso e di alto livello tattico, come ci si aspetterebbe tra due squadre che si giocano il titolo mondiale. L'Italia, che aveva il martello nell'end iniziale, non è riuscita a sfruttare il vantaggio del primo lancio e gli Stati Uniti, con Caden Hebert a guidare il team, hanno subito messo una ipoteca sul match. Nei primi end, la formazione a stelle e strisce ha costruito punto dopo punto un vantaggio che ha messo in salita la salita per Spiller e compagni: un primo end da due punti per loro, e poi un terzo parziale che li ha visti allungare ulteriormente, portando il punteggio sul 4-1 e facendo temere il peggio per i colori azzurri.

L’Italia, però, ha dimostrato di non essere la stessa squadra che aveva subito la pesante sconfitta nel girone, e ha reagito con orgoglio. Nel quarto end, complice una lettura perfetta del ghiaccio e una serie di tiri di precisione, gli azzurri sono riusciti a rientrare in partita, accorciando le distanze e portandosi sul 4-3, un punteggio che lasciava ancora tutto in gioco prima della pausa. La ripresa è stata una lotta punto a punto, con gli americani che nel sesto end hanno compiuto il vero allungo decisivo, rubando un punto pesantissimo e portandosi sul 6-3, un margine che in una disciplina come il curling, dove ogni singolo punto è il frutto di una complessa strategia, può risultare determinante. Nonostante i tentativi di rimonta degli azzurri, che hanno continuato a lottare su ogni sasso fino all'ultimo end, il team statunitense ha gestito con cinismo il vantaggio, controllando la house e impedendo qualsiasi pericoloso recupero, per chiudere infine sul punteggio di 8.

Un argento che vale una conferma

La sconfitta in finale, per quanto amara, non cancella il valore del torneo disputato dalla squadra italiana. Questo argento, che segue l’oro del 2025 e l’argento del 2024, rappresenta la terza finale mondiale consecutiva per questo gruppo di giovani atleti, un dato che certifica l’esistenza di un movimento in salute e di una generazione di giocatori in grado di competere stabilmente ai massimi livelli internazionali. Il percorso che ha portato Spiller, Gilli e compagni a giocarsi il titolo sino all'ultimo end è stato costellato di prestazioni solide e carattere, come dimostrato nella semifinale vinta contro la Scozia. Nel torneo femminile, va registrato il trionfo della Corea del Sud, che si è riconfermata campionessa del mondo.

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