Mondiali di curling femminile, l'Italia cede alla Cina: un 10-3 che fa riflettere

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prosegue in salita il cammino dell'Italia ai Campionati Mondiali femminili di curling in corso a Calgary, dove la formazione azzurra, composta da Stefania Constantini, Elena Antonia Mathis, Marta Lo Deserto, Giulia Zardini Lacedelli e Rebecca Mariani, ha incassato la terza sconfitta nel torneo iridato. Le avversarie di turno, le cinesi guidate da Wang Rui, non hanno avuto particolari difficoltà a imporsi con un netto 10-3, un risultato che matura al termine di soli otto end e che fotografa impietosamente il momento di difficoltà attraversato dalla squadra. Un match, questo, che giunge dopo un periodo piuttosto complesso per il movimento, segnato da polemiche interne e da prestazioni altalenanti che avevano già lasciato più di un’ombra durante la rassegna olimpica di Milano Cortina.

L'approccio al confronto con la Cina non lasciava presagire un esito così negativo, se si considera che le azzurre avevano comunque conquistato una vittoria nei primi tre incontri disputati. Eppure, sin dalle battute iniziali, si è vista una squadra contratta, incapace di esprimere il proprio gioco. Nel primo end, nonostante la possibilità di giocare l'ultima pietra – il cosiddetto martello – l'Italia non è riuscita a concretizzare l'opportunità di portare a casa punti preziosi. È arrivata poi una parziale reazione nel secondo parziale, con la segnatura di una singola unità, ma si è trattato di un fuoco di paglia che non ha scalfito più di tanto la solidità delle avversarie.

Una prova sottotono certificata dai numeri e dalle prestazioni individuali

La partita, giocata sul ghiaccio del WinSport Event Centre, ha messo in luce un divario tecnico e mentale piuttosto ampio tra le due formazioni. La Cina, dal canto suo, ha disputato un incontro in scioltezza, approfittando con cinismo di ogni minimo errore italiano. Le statistiche individuali, rese note al termine dell'incontro, raccontano di una giornata storta per buona parte del team. Le percentuali di realizzazione sono eloquenti: Marta Lo Deserto ha chiuso con il 77%, Elena Antonia Mathis con il 73% e la skip Stefania Constantini con il 67%, valori ben al di sotto dei loro standard abituali e che evidenziano le difficoltà incontrate nella lettura del ghiaccio e nell'esecuzione dei tiri. A fare eccezione, in questo panorama opaco, è stata Giulia Zardini Lacedelli, autrice di una prestazione solida con un eccellente 93% di positivà; un dato, il suo, che purtroppo non è bastato a raddrizzare le sorti di un match indirizzatosi presto su binari favorevoli alle asiatiche.

Il difficile momento dopo i fasti post-olimpici

La sconfitta di Calgary riporta alla memoria un recente passato non proprio fulgido per la nazionale femminile. Le aspettative, va detto, erano cresciute dopo i positivi risultati ottenuti sulla scia dell'oro olimpico nel doppio misto di Pechino 2022 conquistato dalla stessa Constantini con Amos Mosaner. Il team femminile aveva infatti collezionato piazzamenti di rilievo, come l'argento europeo di due anni orsono, alimentando la speranza di poter competere stabilmente ai massimi livelli. Tuttavia, già prima dell'appuntamento di Milano Cortina, l'ambiente era stato scosso da alcune fibrillazioni legate alle scelte di formazione, con polemiche che avevano lasciato il segno. La prova olimpica casalinga non aveva poi sortito gli effetti sperati, confermando le difficoltà di un gruppo alla ricerca di una propria identità e stabilità.

Lo sguardo ai prossimi impegni contro canada e norvegia

Ora per le azzurre, in un girone di round robin che prevede ulteriori incontri, non c'è molto tempo per le recriminazioni. L'appuntamento è già per domani con due sfide proibitive ma fondamentali per il morale e per la classifica: si affronteranno prima il Canada, squadra sempre temibile e trascinata dal pubblico di casa, e successivamente la Norvegia. Due match che diranno molto sulla capacità di questa squadra di rialzarsi e di trovare quelle energie mentali, oltre che tecniche, necessarie per onorare al meglio un Campionato del Mondo. L'auspicio, per chi segue il movimento, è che si possa invertire una rotta che altrimenti rischierebbe di compromettere un intero ciclo.

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