Nuovo ceppo di vaiolo delle scimmie: scoperta e implicazioni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La recente segnalazione in Svezia del primo caso di infezione da vaiolo delle scimmie al di fuori del continente africano ha suscitato notevole clamore mediatico. Il ceppo virale coinvolto, noto come Clade 1b, è strettamente imparentato con il Clade 1a, originario della Repubblica Democratica del Congo. In quest'ultima, sono stati segnalati oltre 14.000 casi e più di 500 decessi.

Diffusione rapida ma controllabile

Uno studio italiano, attualmente in revisione presso Lancet Infectious Diseases, ha completato la carta d'identità genetica del Clade 1b. Questo nuovo ceppo sembra evolvere più rapidamente rispetto al Clade 1 principale, ma il tasso di mortalità resta inferiore. Nonostante la capacità di diffondersi oltre i confini africani, il ceppo non ha soppiantato quello ancestrale, rendendo ancora possibile il controllo della sua diffusione.

Misure di contenimento efficaci

In Spagna, il rischio di trasmissione del virus Mpox è considerato basso, grazie alle misure adottate durante il primo focolaio della variante meno grave, Clade II, nel 2022. Il Ministero della Salute, attraverso il Centro di Allerta e Emergenze Sanitarie (Ccaes), ha pubblicato una valutazione che conferma l'efficacia delle misure di contenimento nel limitare la diffusione del virus.

Il nuovo ceppo di vaiolo delle scimmie, Clade 1b, rappresenta una sfida per la comunità scientifica e sanitaria, ma le attuali misure di contenimento e la continua ricerca offrono speranza per il controllo della sua diffusione.

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