Fumata bianca per il Cio: Kirsty Coventry, prima donna presidente
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Redazione Sport
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Kirsty Coventry, ex nuotatrice zimbabwese e attuale ministro dello sport, gioventù, arti e tempo libero dello Zimbabwe, è stata eletta presidente del Comitato Olimpico Internazionale (Cio), diventando la prima donna a ricoprire questo ruolo in 131 anni di storia dell’organizzazione. Con 49 voti a suo favore, ottenuti già al primo turno durante l’Assemblea del Cio a Costa Navarino, in Grecia, Coventry ha superato nettamente gli altri candidati, tra cui lo spagnolo Juan Antonio Samaranch Salisachs, figlio dell’ex presidente del Cio Juan Antonio Samaranch, e l’inglese Sebastian Coe, presidente di World Athletics.
Nata nel 1983, Kirsty Coventry vanta un palmarès straordinario: due ori olimpici nei 200 metri dorso, conquistati ad Atene 2004 e Pechino 2008, oltre a quattro argenti e un bronzo. Dopo aver studiato alla Auburn University negli Stati Uniti, ha intrapreso una carriera politica nel suo Paese, diventando un punto di riferimento per lo sport africano. La sua elezione segna un doppio primato: è la prima donna e la prima rappresentante dell’Africa a guidare il Cio, un traguardo che riflette l’evoluzione di un’organizzazione storicamente dominata da figure maschili e occidentali.
Tra i candidati sconfitti, oltre a Samaranch Salisachs, fermo a 28 voti, e Coe, che ne ha ottenuti appena otto, spicca anche il francese David Lappartient, presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), che ha raccolto solo quattro preferenze. L’elezione di Coventry, sostenuta dal presidente uscente Thomas Bach, rappresenta una svolta significativa per il movimento olimpico, che si apre a nuove prospettive geografiche e di genere.
La nuova presidente, che ha fondato un’accademia per promuovere lo sport tra i giovani africani, si trova ora a guidare un’organizzazione che affronta sfide complesse, tra cui la gestione dei Giochi Olimpici in un contesto globale sempre più polarizzato e la necessità di garantire trasparenza e sostenibilità. La sua esperienza come atleta e politica, unita al suo impegno per lo sviluppo dello sport in Africa, potrebbe portare un vento di innovazione nel Cio, pur mantenendo un legame con le tradizioni che hanno caratterizzato l’organizzazione fin dalla sua fondazione.




