La presidente Coventry: "Milano-Cortina 2026, la vostra passione sarà un esempio per il futuro"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con soli trentacinque giorni che separano dall'accensione del braciere olimpico, l’attesa per i Giochi invernali di Milano-Cortina si fa palpabile, un sentimento che la leader del Comitato Olimpico Internazionale, Kirsty Coventry, ha voluto sottolineare con parole di forte apprezzamento. L’unica donna, in oltre un secolo di storia dell’istituzione fondata da De Coubertin, a ricoprire quel ruolo, la zimbabwese – che ai microfoni chiede semplicemente di essere chiamata “Kirsty” – non nasconde le sue aspettative per un evento che si annuncia capace di lasciare il segno. “L’Italia – ha dichiarato – sarà d’esempio per i Giochi futuri”, evidenziando come il mix di entusiasmo popolare e di scenari montani maestosi possa costituire una formula vincente e, per molti aspetti, istruttiva.

Un'eredità da costruire tra passione e territori

“Ricordate l'atmosfera incredibile di Parigi 2024? Ecco, in Italia, tra un mese, mi aspetto qualcosa di simile”, ha affermato Coventry, tracciando così un ideale ponte tra la passata edizione estiva e l’imminente appuntamento sulle nevi italiane. Un parallelismo che, lungi dall’essere una semplice cortesia, sembra voler riconoscere al Paese organizzatore una capacità unica di vivere lo sport, di cui la fiamma olimpica – già in viaggio per la penisola – si fa catalizzatore. “Voi italiani – ha proseguito – mettete una passione unica nello sport e le vostre montagne saranno un fondale bellissimo”, in una visione che lega indissolubilmente lo spirito agonistico alla valorizzazione del territorio, quelle vette europee sulle quali, non a caso, nacquero le discipline invernali.

Il percorso azzurro tra certezze e interrogativi

Mentre il Cio guarda al quadro d’insieme, il racconto sportivo italiano si articola lungo traiettorie personali distinte, che vedono i grandi nomi dello sci affrontare la fase di avvicinamento sotto pressioni differenti. Da una parte c’è chi, come Federica Brignone, è chiamata a sostenere il peso del favoritismo, un ruolo nobile ma indubbiamente gravoso che la colloca nella ristretta cerchia delle atlete dalle quali ci si aspetta una medaglia. Dall’altra, invece, si muove la figura di Sofia Goggia, il cui cammino verso i Giochi è ancora segnato da un punto interrogativo di non poco conto, conseguenza di quel grave infortunio al ginocchio sinistro occorsole in aprile, il quale ha inevitabilmente ridisegnato i suoi piani e quelli della squadra.

L’attesa crescente e il messaggio di unità

In questo contesto, il messaggio lanciato dalla presidente Coventry nel suo augurio per il nuovo anno – definito senza esitazioni “l’anno dei Giochi” – risuona come un invito a guardare oltre le singole vicende, per abbracciare la dimensione collettiva della manifestazione. “I Giochi uniranno i migliori atleti degli sport invernali nella Bella Italia”, ha ricordato, rimarcando quella funzione unificante che è nel DNA stesso della competizione a cinque cerchi. Un’edizione, quella di Milano-Cortina, che si appresta dunque a scrivere la propria storia non solo attraverso i risultati sulle piste e sui ghiacci, ma anche attraverso la capacità di emozionare e di porsi, come auspicato dalla numero uno del Cio, quale modello di organizzazione e di sentimento condiviso per le Olimpiadi a venire.

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