Enrico Varriale contro la Rai: il giornalista rivela una sentenza a suo favore dopo il licenziamento
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Redazione Sport
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Enrico Varriale, vicedirettore di Rai Sport licenziato per giusta causa, non accetta la decisione e avvia una controffensiva, rivelando l’esistenza di un precedente pronunciamento del giudice a suo favore. A seguito della condanna in primo grado per i reati di stalking e lesioni, il giornalista ha annunciato l’impugnazione del provvedimento, respingendo con forza le voci su ulteriori motivazioni per l’allontanamento.
La posizione della Rai: il licenziamento fondato sulla sentenza penale
La posizione ufficiale dell’azienda, comunicata attraverso una mail del direttore di Rai Sport, poggia integralmente sulla sentenza di primo grado che lo ha visto condannato. Quel provvedimento ha costituito il fondamento giuridico per il licenziamento per giusta causa, interrompendo un rapporto lavorativo già segnato da una sospensione cautelare disposta nel 2022.
La difesa di Varriale: presunzione di innocenza e una precedente condanna della Rai
Varriale costruisce la sua difesa sul richiamo al principio della presunzione di innocenza e sulla denuncia di un comportamento aziendale pregiudizievole. In questo contesto, rende pubblica la sentenza con cui un giudice del lavoro aveva già condannato la Rai per averlo di fatto “dequalificato” professionalmente, privandolo per quattro anni dei suoi incarichi.
La strategia legale e la correzione della narrazione pubblica
La strategia legale è già stata avviata con la consegna del mandato ai propri avvocati per ribaltare sia il licenziamento, sia la condanna penale in appello. La sua dichiarazione mira a correggere pubblicamente la narrazione dei fatti, definendo “tendenziose e provocatorie” le indiscrezioni su ragioni ulteriori rispetto a quelle ufficiali.




