Vigilanza Rai dà il via libera per gli atti secretati di Ranucci al Copasir
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Redazione Interno
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L’ufficio di presidenza della Commissione di Vigilanza Rai ha espresso, all’unanimità, il proprio assenso affinché gli atti relativi alla parte secretata dell’audizione di Sigfrido Ranucci vengano trasmessi al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. La decisione, come si evince dalle informazioni pervenute, segue la richiesta avanzata dal Copasir stesso, dopo che il conduttore di "Report" aveva deposto, in sequenza, davanti alla commissione Antimafia e a quella di Vigilanza nei primi giorni di novembre. In quelle occasioni, Ranucci – il cui nome è purtroppo legato a un grave attentato dinamitardo che lo ha visto vittima lo scorso ottobre – aveva chiesto che venissero coperte da segreto proprio quelle parti della sua testimonianza nelle quali riferiva di essere stato, secondo quanto dichiarato, pedinato da uomini dei servizi segreti.
Il livello di protezione per il giornalista è stato innalzato
Parallelamente all’iter parlamentare che riguarda le sue audizioni, il profilo di sicurezza legato alla persona di Sigfrido Ranucci ha subito un significativo inasprimento. Il Viminale, infatti, ha disposto che la scorta a protezione del giornalista venga elevata al livello due, una misura che implica, com’è noto, un dispositivo di protezione più articolato e stringente. Le nuove disposizioni prevedono l’impiego di due autovetture blindate e di quattro agenti di scorta, oltre alla presenza costante di militari davanti alla sua abitazione, situata nel territorio comunale di Pomezia. Una scelta, questa, che non fa che sottolineare quanto le valutazioni delle forze dell’ordine sull’effettiva pericolosità della situazione siano tutt’altro che rassicuranti.
Una nuova pista d’inchiesta legata a un ex agente
La complessa vicenda, che intreccia cronaca giudiziaria, indagini sui servizi e attacco alla libertà d’informazione, si arricchisce intanto di un ulteriore tassello investigativo. La Procura di Roma si appresta ad ascoltare, in relazione all’attentato subito da Ranucci, un ex agente del Sisde, già coinvolto e condannato nel passato nell’ambito dell’inchiesta nota come "dossier Telecom-Pirelli". Costui, secondo quanto anticipato dallo stesso programma "Report" in una puntata di novembre, avrebbe avanzato l’ipotesi di un possibile hackeraggio del telefono cellulare del giornalista. Va rilevato, per completezza d’informazione, che accertamenti tecnici privati disposti sul dispositivo avrebbero, almeno in una prima fase, dato esito negativo, lasciando aperto un campo d’indagine che le autorità competenti dovranno ovviamente approfondire con i propri mezzi.
Il percorso degli atti tra le commissioni parlamentari
Il via libera della Vigilanza Rai sblocca dunque il passaggio formale della documentazione secretata dalla commissione di settore a quella che si occupa specificamente dei temi della sicurezza nazionale. Un passaggio che assume un rilievo particolare, considerando il contenuto di quelle dichiarazioni e il contesto generale in cui vengono rilasciate. La procedura, per quanto tecnica, segna un momento significativo nell’esame di fatti che toccano da vicino sia le attività di intelligence sia le condizioni in cui opera il giornalismo d’inchiesta, soprattutto quando i suoi servizi si spingono ad indagare su terreni particolarmente sensibili e sui rapporti, non sempre limpidi, tra poteri dello Stato e apparati.




