Sigfrido Ranucci, pedinamenti e inchieste al centro della Vigilanza Rai

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L'audizione di Sigfrido Ranucci, conduttore di "Report", dinanzi alla commissione di Vigilanza Rai ha riacceso il dibattito sull'operato del noto programma d'inchiesta e su episodi che lo hanno visto personalmente coinvolto. Il direttore, intervenendo in un clima già teso, ha rievocato l'attentato subito, affermando che una delle questioni per lui più angoscianti risieda nell'impossibilità di collegarlo a un evento specifico, nonostante abbia fornito ai magistrati elementi relativamente alle inchieste all'epoca in corso. Ha quindi accennato, senza scendere in dettagli espliciti per non interferire con le indagini, a servizi che investigavano sullo sviluppo del settore eolico in Veneto, scoprendo nessi tra Matteo Messina Denaro, la 'ndrangheta e alcuni apparati politici che avrebbero favorito la realizzazione di un impianto attraverso società di comodo, poi assorbito da un'azienda municipalizzata.

Le polemiche sul presunto pedinamento

A sollevare ulteriori polemiche è stata poi la rivelazione, sempre da parte di Ranucci, secondo la quale il sottosegretario a Palazzo Chigi Giovanbattista Fazzolari avrebbe attivato i Servizi segreti per farlo pedinare. Una ricostruzione, questa, che ha spinto i commissari a definire l'eventualità, qualora confermata, come un "fatto gravissimo" e che ha indotto lo stesso Fazzolari a replicare minacciando azioni legali per querela. L'episodio, del quale si è occupata anche la commissione Antimafia, ha così riportato l'attenzione sui rapporti tra politica, informazione e apparati di sicurezza, in un confronto serrato che ha visto la Vigilanza Rai, dopo un lungo periodo di stasi, ritrovare una rinnovata centralità proprio a partire dalla convocazione del giornalista.

Le critiche sull'imparzialità di "Report"

Parallelamente alle vicende personali del conduttore, in sede parlamentare sono emerse critiche ben precise sull'indirizzo editoriale del programma. Il meloniano Raffaele Speranzon, durante un passaggio in commissione di Vigilanza, ha presentato delle slide per sostenere come "Report", nel corso dell'ultimo biennio, si sia concentrato in maniera quasi esclusiva sulla realizzazione di inchieste rivolte al centrodestra, occupandosi in misura molto minore dell'area politica di sinistra. Queste osservazioni hanno interrotto quel clima di sostanziale elogio bipartisan che fino a quel momento aveva caratterizzato i giudizi sull'offerta della Rai, indicando una percezione di squilibrio che è diventata oggetto di dibattito.

La richiesta di accesso agli atti del Copasir

Sul versante istituzionale, il Copasir ha deciso di chiedere la parte secretata dell'audizione di Ranucci, focalizzandosi in particolare sulle dichiarazioni riguardanti il presunto pedinamento da parte degli 007. Questa mossa evidenzia l'interesse dell'organo di controllo per i profili di sicurezza nazionale che potrebbero essere implicati nella faccenda, andando oltre la dimensione puramente giornalistica o politica della controversia. La richiesta di accedere agli atti non pubblici sottolinea la complessità di un caso in cui si intrecciano indagini giudiziarie, dinamiche editoriali e potenziali ingerenze degli apparati dello Stato.

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