Monza, la rimonta di Antonelli e il sogno infranto di Gasly: il racconto del Gp d'Italia 2026
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Redazione Sport
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Il Tempio della Velocità ha assistito a uno dei Gran Premi più incredibili della sua storia, con un weekend che resterà negli annali per le emozioni, i colpi di scena e le imprese che si sono susseguite sul circuito brianzolo. Ci vorrebbe un'intera giornata per analizzare tutto ciò che è accaduto a Monza, ma la sostanza è chiara: abbiamo assistito a una delle classiche di sempre, un'affermazione tutt'altro che banale se si considera il peso storico di questa corsa nel calendario della Formula 1.
Il sabato ha regalato la sorpresa più clamorosa con la prima pole position in carriera per Pierre Gasly, mentre la domenica ha incoronato il giovane eroe di casa, Andrea Kimi Antonelli, artefice di una rimonta da manuale che lo ha portato dal diciannovesimo posto alla vittoria. Una domenica, quella del 6 settembre 2026, che ha visto alternarsi gioia incontenibile e delusioni cocenti, dipingendo un quadro dai contrasti vividi di fronte a un pubblico di tifosi accorso in massa per sostenere i propri beniamini.
La pole storica di Gasly e l'esultanza di Briatore
Il sabato di Monza aveva già scritto il primo capitolo di una storia a sorpresa con la firma di Pierre Gasly. Il francese dell'Alpine ha infatti conquistato la sua prima pole position in carriera, fermando il cronometro su un tempo che gli ha permesso di battere George Russell per soli 60 millesimi. Un risultato incredibile, reso ancora più dolce dal fatto che il pilota della Mercedes abbia potuto sfruttare la scia del compagno di squadra Andrea Kimi Antonelli, dimostrando la competitività della vettura francese in un fine settimana chiave.
A esultare per questo straordinario risultato, a pochi chilometri da Milano, città d'adozione del pilota, è stata anche la sua compagna Francisca "Kika" Cerqueira Gomes, la modella portoghese corsa ad abbracciarlo subito dopo l'impresa. Ma il protagonista inaspettato dietro al successo è stato Flavio Briatore, executive advisor dell'Alpine, che ha vissuto il sabato con un misto di orgoglio e spirito di rivalsa.
Il manager italiano, dopo aver messo in dubbio l'imparzialità della corte che aveva revocato il podio di Montecarlo a Gasly, non ha nascosto la sua emozione per il risultato ottenuto dal suo pilota, definendolo una bella soddisfazione che mancava al team da 17 anni. La sua soddisfazione era palpabile, quasi come un karma dopo le polemiche del venerdì, quando il team aveva protestato per i punti persi ingiustamente a suo dire.
La rimonta trionfale di Antonelli e il dominio Mercedes
Se il sabato è stato il giorno di Gasly, la domenica è stata interamente monopolizzata da Andrea Kimi Antonelli e dalla sua Mercedes. Partito dalla diciannovesima posizione in griglia, il pilota emiliano ha offerto una prestazione maiuscola, compiendo una rimonta straordinaria che lo ha portato a vincere il Gran Premio d'Italia per la prima volta in carriera.
Un'impresa che mancava a un pilota italiano sul circuito di Monza da sessant'anni, ovvero dal trionfo di Ludovico Scarfiotti nel 1966, e che lo ha iscritto a tutti gli effetti nell'albo d'oro dei grandi, al fianco di leggende come Alberto Ascari e Nino Farina.
La sua rimonta è stata tanto folgorante quanto efficace: in una manciata di giri, Antonelli ha scalato la classifica, superando avversari di peso come lo stesso Gasly, Lewis Hamilton e Lando Norris, fino a raggiungere e superare il compagno di squadra George Russell a tre giri dalla fine, portando a casa una vittoria che sa di impresa storica.
Il trionfo del giovane talento italiano ha confermato la schiacciante superiorità della Mercedes nel giorno di Monza, con Russell che ha completato una doppietta d'argento, dovendo accontentarsi del secondo posto, mentre Max Verstappen ha portato la sua Red Bull sul gradino più basso del podio.
Il disastro Ferrari e il ritorno alla realtà per Gasly
La domenica di Monza è stata, invece, da incubo per la Scuderia Ferrari, che ha visto sfumare ogni speranza di vittoria davanti al proprio pubblico. Il fine settimana si è trasformato in un disastro già al terzo giro, quando Charles Leclerc è finito contro le barriere alla Parabolica, causando la bandiera rossa e ritirandosi dalla gara per fortuna senza conseguenze fisiche. Un colpo durissimo per il monegasco e per i tifosi, che hanno visto il loro idolo uscire di scena nel momento più delicato.
Se il ritiro di Leclerc ha spento le speranze del pubblico di casa, la prestazione opaca di Lewis Hamilton, che non è andato oltre un sesto posto finale, ha completato un quadro desolante per la squadra di Maranello, superato anche dalle due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris. A confermare la difficoltà della rossa, va notato che l'unico pilota a salvarsi nella top ten è stato Carlos Sainz Jr. con la Williams, lontano dai riflettori, quasi a sottolineare la delusione di una scuderia che ha visto sfumare la possibilità di un podio nella gara di casa.
Anche per Pierre Gasly il sogno si è infranto sulla griglia di partenza: il poleman ha chiuso la gara in settima posizione, un piazzamento che, se da un lato gli ha permesso di portare a casa punti preziosi, dall'altro ha confermato come il gap con i top team rimanga ampio una volta spentisi i riflettori delle qualifiche.
La sua rimonta in campionato continua a essere un punto di riferimento per l'Alpine, che con i risultati di Gasly e del compagno Franco Colapinto (nono al traguardo) ha consolidato la sua posizione nella classifica costruttori, ma la domenica di Monza ha evidenziato la distanza ancora da colmare rispetto alle vetture di vertice.
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