Messico-Inghilterra 2-3, l’odissea azteca che vale i quarti di finale
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Redazione Sport
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La notte dell’Azteca ha regalato un’altra pagina di storia del calcio mondiale, e non solo per il risultato finale. Il 3-2 con cui l’Inghilterra ha sbancato Città del Messico, trafiggendo il cuore dei padroni di casa, rappresenta molto più di una semplice qualificazione ai quarti di finale del Mondiale 2026. È stata un’autentica prova di carattere, un concentrato di emozioni che ha tenuto col fiato sospeso un intero stadio e che, a partita conclusa, ha lasciato sul terreno di gioco un tifoso del "Tricolor" contorto dal dolore, in un’immagine che sta rapidamente facendo il giro del web.
Per la nazionale di Thomas Tuchel, invece, è l’inizio di un cammino che adesso porta dritto verso la Norvegia, con la consapevolezza di aver superato uno degli scogli più temibili del torneo.
La rimonta inglese e il rigore di Kane
La partita, giocata in un clima rovente come la tradizione del calcio messicano comanda, ha subito preso una piega intensa. Il Messico, spinto dal proprio pubblico, è passato in vantaggio con Quinones, scatenando l’entusiasmo dei tifosi locali che già sognavano il colpaccio. Ma l’Inghilterra, forte di un collettivo solido e di individualità di altissimo livello, ha trovato la forza di reagire senza lasciarsi travolgere dall’urlo dell’Azteca.
La risposta è arrivata puntuale con una doppietta di Jude Bellingham, che ha ribaltato il punteggio prima dell’intervallo con due inserimenti perfetti che hanno messo in crisi la retroguardia avversaria. Non è finita qui, perché nella ripresa Harry Kane, il capitano e terminale offensivo dei Tre Leoni, ha trasformato con freddezza un calcio di rigore, portandosi a quota sei reti in questo Mondiale e allungando il vantaggio inglese sul 3-1.
Il gol su rigore di Raul Jimenez ha poi ridato speranza ai padroni di casa, ma il punteggio non si è più mosso, sigillando una qualificazione sudatissima per gli inglesi.
L’espulsione di Quansah e l’eroica resistenza
Se la vittoria è epica, lo è ancor di più se si considera il contesto in cui è maturata. A partire dal 54esimo minuto, infatti, gli uomini di Tuchel si sono ritrovati in dieci a causa dell’espulsione di Quansah, un episodio che avrebbe potuto cambiare completamente il volto della partita e favorire l’assedio finale del Messico.
Invece, contro ogni pronostico e nonostante la superiorità numerica del "Tricolor", l’Inghilterra ha saputo chiudersi in difesa con ordine, sacrificio e una disciplina tattica esemplare, respingendo gli assalti avversari e gestendo il vantaggio con la maturità di una squadra che ha imparato a soffrire.
Questa capacità di resistere, quasi con le unghie e con i denti, ha trasformato una qualificazione già di per sé prestigiosa in un'impresa che resterà nella memoria dei tifosi inglesi, i quali, come testimoniano le immagini provenienti dai pub di Londra, hanno fatto esplodere la loro gioia per le strade della capitale.
Glasner al Nottingham Forest e il focus sul calcio inglese
L’eco di questa vittoria travolge anche le riflessioni di chi segue il calcio d’Oltremanica con costanza. Il contesto dell’impresa all’Azteca si intreccia, infatti, con le dinamiche interne del calcio inglese, sempre protagonista di scelte e cambiamenti che fanno discutere. In questi giorni, la notizia che ha catturato l’attenzione degli addetti ai lavori è la decisione di Oliver Glasner di accettare la panchina del Nottingham Forest, una mossa che ha sorpreso non poco gli osservatori, considerando il percorso del tecnico austriaco e le aspettative che gravitano attorno al club.
La puntata espressa del podcast "In the Box", curato da Paolo Avanti, Stefano Cantalupi e Pier Luigi Giganti, si è soffermata proprio su questi due temi caldi: da un lato l’analisi tecnica e nervosa della vittoria inglese in Messico, dall’altro le implicazioni di questa scelta di panchina per il futuro della Premier League, a dimostrazione di come il calcio inglese sia un universo in continua evoluzione, capace di offrire spunti di riflessione sia sul campo che fuori.




