Salva Milano, caos in consiglio dopo le dimissioni di Bardelli: Sala parla tra le proteste
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Redazione Interno
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Il consiglio comunale di Milano si è trasformato in un’arena di tensioni e polemiche, con il sindaco Giuseppe Sala costretto a difendere la sua posizione mentre l’assessore alla Casa, Guido Bardelli, annunciava le proprie dimissioni. “Ho preso le distanze dalla legge Salva Milano, ma non è una resa”, ha dichiarato Sala, cercando di placare le proteste delle opposizioni e dei comitati civici che da mesi contestano il provvedimento. Le parole del sindaco, tuttavia, non hanno convinto Fratelli d’Italia, il cui capogruppo, Riccardo Truppo, ha più volte interrotto il discorso di Sala, esibendo un cartello con la scritta “Dimissioni”. Per loro, non basta l’addio di Bardelli: è il primo cittadino a dover “andare a casa”.
Le dimissioni di Bardelli, arrivate dopo che le sue chat private con l’ex dirigente comunale Giovanni Oggioni – arrestato nell’ambito dell’inchiesta sul Salva Milano – sono finite sotto la lente della Procura, hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. “Lascio per la serenità della giunta”, ha spiegato l’assessore, sottolineando di voler tutelare la continuità dell’azione amministrativa e la riservatezza delle comunicazioni personali, oltre alla protezione delle persone a lui care. Un gesto che, però, non ha placato le critiche, soprattutto da parte di chi vede nel Salva Milano uno strumento controverso, accusato di favorire interessi privati a discapito del bene pubblico.
Il provvedimento, che mirava a sbloccare l’edilizia milanese attraverso una serie di deroghe urbanistiche, è ora in stallo al Senato, dove rischia di naufragare definitivamente. Sala, nel suo intervento, ha ribadito la necessità di trovare una soluzione alternativa, lasciando intendere che il dialogo con il Parlamento rimane aperto. Tuttavia, il clima in consiglio comunale è tutt’altro che disteso. I comitati civici, che per oltre un anno hanno manifestato contro il Salva Milano, chiedono che lo stop al provvedimento sia definitivo, mentre le opposizioni continuano a puntare il dito contro l’amministrazione, accusandola di opacità e inefficienza.




