Borse in caduta libera, i dazi cinesi e il fantasma della recessione
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Redazione Economia
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L’entusiasmo che aveva accompagnato la cosiddetta “rivoluzione Maga” sembra ormai affievolirsi, lasciando spazio a un clima di incertezza che sta mettendo a dura prova i mercati finanziari. Le ritorsioni commerciali dei Paesi avversari, la crescente sfiducia degli investitori e il timore di una recessione, ammessa persino da Donald Trump, hanno contribuito a creare un quadro economico sempre più instabile. Wall Street, che solo pochi mesi fa sembrava inarrestabile, ha chiuso ieri un’altra seduta in profondo rosso, con perdite del 2,08% per il Dow Jones, del 2,69% per l’S&P 500 e del 4% per il Nasdaq. Un tonfo che non si registrava da due anni e che ha riacceso i riflettori sulle possibili conseguenze delle politiche protezionistiche della Casa Bianca.
I dazi su acciaio e alluminio, entrati in vigore oggi, rappresentano solo l’ultimo capitolo di una strategia commerciale che sta alimentando tensioni globali. Se da un lato Trump giustifica queste misure come necessarie per ridurre i disavanzi commerciali e rilanciare la produzione interna, dall’altro i mercati sembrano non condividere questo ottimismo. La paura di una recessione, unita alla possibilità di un’inflazione in crescita, ha portato a vendite diffuse, non solo a Wall Street ma anche nelle borse di tutto il mondo.
In un’intervista a Fox News, lo stesso tycoon aveva ammesso che l’economia statunitense potrebbe attraversare un “periodo di transizione”, senza escludere il rischio di una contrazione. Una dichiarazione che, se da un lato ha cercato di rassicurare sugli obiettivi a lungo termine, dall’altro ha contribuito ad alimentare il nervosismo degli investitori. Le settimane passate hanno visto i principali indici azzerare i guadagni registrati dopo le elezioni presidenziali del 2016, con perdite che hanno coinvolto anche settori tecnologici, come quello della Tesla di Elon Musk, particolarmente sensibili alle oscillazioni dei mercati.
La domanda che molti si pongono ora è se il crollo di Wall Street possa influenzare le scelte della Casa Bianca. Mentre i mercati continuano a segnalare preoccupazione, Trump sembra mantenere una posizione ferma, sostenendo che le difficoltà attuali siano un male necessario per raggiungere obiettivi più ambiziosi. Tuttavia, il rischio di una bolla speculativa nel settore tech e il persistente clima di incertezza potrebbero rendere sempre più difficile ignorare i segnali di allarme che arrivano dai mercati.




