Bce taglia i tassi, Lagarde tiene la rotta mentre Trump accusa la Fed

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La Banca centrale europea ha deciso di ridurre i tassi di interesse di 25 punti base, portando quello di riferimento al 2,25%, in un contesto segnato dall’incertezza globale e dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Unione europea. Un intervento che, seppure atteso, conferma la volontà di Francoforte di sostenere un’economia europea ancora fragile, mentre la Fed – nonostante le pressioni di Donald Trump – mantiene una linea più prudente.

"Le prospettive di espansione si sono deteriorate", si legge nel comunicato diffuso al termine del Consiglio direttivo, in cui si fa esplicito riferimento agli effetti dei dazi annunciati da Washington. Christine Lagarde, da parte sua, ha evitato di sbilanciarsi su ulteriori mosse, ma ha sottolineato che l’istituto è pronto a reagire: "Sappiamo che si tratta di uno shock negativo per la domanda, e l’impatto netto sull’inflazione emergerà solo col tempo".

La mossa della Bce arriva in un momento delicato, con i mercati ancora scossi dalle dichiarazioni di Trump, che dopo aver minacciato nuove tariffe doganali ha accusato la Federal Reserve di "danneggiare l’America" mantenendo i tassi troppo alti. Una divergenza tra le due banche centrali che riflette non solo differenze nelle rispettive economie, ma anche il peso delle pressioni politiche: se la Fed può permettersi di ignorare (almeno in parte) le esternazioni del presidente Usa, l’Europa deve fare i conti con una crescita anemica e con un’inflazione ancora lontana dagli obiettivi.

Quello che emerge, al di là delle oscillazioni dei mercati, è una partita più ampia, in cui l’autonomia delle istituzioni monetarie è chiamata a resistere alle interferenze. Lagarde, che ha più volte ribadito l’importanza di un’Europa unita e competitiva, sembra aver colto la sfida: "Dobbiamo rafforzare la nostra indipendenza, anche accelerando sull’unione dei capitali e sull’euro digitale". Una risposta netta, quasi un monito, a chi pensa che il Vecchio continente sia destinato a subire le scelte altrui.

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