Trump attacca la Fed: tensioni sui tassi e dazi all’Europa

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Donald Trump non ha mai fatto mistero del suo dissenso verso la Federal Reserve, ma l’ultima decisione della banca centrale statunitense di mantenere invariati i tassi d’interesse ha scatenato una nuova ondata di critiche da parte dell’ex presidente. Attraverso il suo social Truth, Trump ha esortato la Fed a tagliare i tassi, sostenendo che un tale intervento sarebbe più che mai necessario in un momento in cui i dazi statunitensi iniziano a pesare sull’economia. “La Fed farebbe molto meglio a tagliare i tassi”, ha scritto, lasciando trasparire una crescente frustrazione verso l’istituzione guidata da Jerome Powell.

La tensione tra Trump e la Fed non è nuova, ma sembra destinata a crescere, soprattutto alla luce delle voci secondo cui l’ex presidente potrebbe cercare di rimuovere Powell dalla sua carica qualora tornasse alla Casa Bianca. Una mossa che, sebbene non semplice da realizzare, dimostrerebbe quanto Trump sia determinato a influenzare le politiche monetarie del Paese. D’altronde, come ha sottolineato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, “il presidente ha tutto il diritto di criticare la decisione della Fed”, aggiungendo che Trump ritiene che tassi più bassi possano favorire la prosperità economica.

Intanto, sul fronte internazionale, la Commissione Europea ha deciso di rinviare al 13 aprile l’applicazione dei dazi sugli Stati Uniti, dando spazio a ulteriori negoziati tra le due potenze. Una mossa che, se da un lato evita un’escalation immediata, dall’altro lascia aperte numerose incognite sulle future relazioni commerciali.

Sul piano interno, la Fed ha mantenuto i tassi di interesse stabili tra il 4,25% e il 4,50%, una decisione che ha generato reazioni contrastanti sui mercati. I rendimenti dei Treasury, ad esempio, hanno registrato un calo, con il titolo decennale che ha visto scendere il rendimento di oltre 2 punti base al 4,231%, mentre quello a due anni è sceso di 1 punto base al 3,97%.

L’inflazione, che durante la presidenza Biden è salita dal 2% a oltre l’8% tra il 2021 e la metà del 2022, rimane un tema centrale nel dibattito economico. Trump, da parte sua, non manca di attribuire la responsabilità di questa impennata alla precedente amministrazione, mentre la Fed cerca di bilanciare la lotta all’inflazione con la necessità di sostenere la crescita.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.