Sanremo 2026, la notte delle cover tra l’omaggio a D'Avena e il ritorno di Bianca Balti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La macchina festivaliera, dopo tre serate di rodaggio e di ascolti in costante crescita – si parla ormai di un traino mediatico che supera ampiamente la soglia del 60 per cento di share – si appresta a vivere quello che tradizionalmente rappresenta l’appuntamento più anarchico e sorprendente del calendario: la quarta serata, quella dedicata alle cover e ai duetti. Stasera, venerdì 27 febbraio 2026, il Teatro Ariston si trasformerà in un palcoscenico dove la musica leggera italiana e internazionale si ibrida, si contamina e spesso si stravolge, regalando al pubblico, sia quello in sala sia quello comodamente seduto sul divano, un caleidoscopio di suoni e suggestioni. L’avvio è previsto per le 20.40 su Rai 1, con la conduzione affidata al timoniere Carlo Conti e alla sua co-conduttrice “affettiva” Laura Pausini, ma la novità di giornata, o per meglio dire di serata, è rappresentata dalla presenza sul palco di Bianca Balti. La modella, che torna all’Ariston a distanza di un anno dalla sua ultima e toccante apparizione, quando si presentò con la testa rasata dopo le cure per un tumore, ha voluto raccontare ai giornalisti, nel corso della conferenza stampa del pomeriggio, la complessità di questi ultimi dodici mesi, spiegando come la fase post-chemio sia stata forse più dura della malattia stessa, quella in cui si è dovuta confrontare con il lutto della sua vita precedente, con quella “Bianca spensierata” che, come ha detto, non esiste più. Ma la serata, com’è ovvio, è tutta giocata sulle note e sulle collaborazioni, e tra i trenta big in gara che si alterneranno sul palco, l’attenzione è calamitata da alcuni accoppiamenti che promettono scintille.

L’irruzione pop delle "Bambole di Pezza" con Cristina D'Avena: un’operazione nostalgia che conquista l’Ariston

Tra i momenti clou della maratona canora, quello che ha già fatto parlare di sé fin dalle prove tecniche è senza dubbio l’incontro tra le “Bambole di Pezza”, la rock band milanese tutta al femminile in gara con il brano “Resta con me”, e l’icona assoluta delle sigle dei cartoni animati, Cristina D’Avena. Sul palco sono salite intorno alle 21.40 e l’effetto è stato immediatamente dirompente. La scelta è ricaduta su “Occhi di gatto”, sigla del celebre anime giapponese che debuttò su Italia 1 nel lontano 1985, e le cinque componenti della band, Martina “Cleo” Ungarelli alla voce, Morgana Blue e Dani Piccirillo alle chitarre, Federica “Xina” Rossi alla batteria e Caterina “Kaj” Dolci al basso, hanno letteralmente rivoltato il brano come un calzino. Ne è venuto fuori un mash-up potente e scoppiettante, una versione “bambolizzata” come loro stesse l’hanno definita nei giorni scorsi, che fonde la melodia originale con le atmosfere hard rock dei Led Zeppelin, un azzardo stilistico che poteva trasformarsi in un boomerang ma che invece, complice la presenza scenica e l’entusiasmo contagioso della D’Avena – la quale ha dichiarato di essersi documentata sul gruppo e di aver subito accettato l’invito proprio per quella carica rock che l’ha travolta – ha trasformato l’esibizione in un piccolo evento nel quadro più ampio della kermesse. La cantante piemontese, del resto, non è nuova a incursioni in territori musicali insoliti, ma vederla duettare con un gruppo punk rock su una rivisitazione tanto coraggiosa ha rappresentato per molti, tra i nostalgici degli anni Ottanta e le generazioni più giovani che quelle sigle le hanno scoperte su YouTube, un vero e proprio pugno nello stomaco, un’operazione di puro intrattenimento che, come scrivono i primi commenti sui social, va “oltre” e proprio per questo funziona.

Scaletta e sorprese: da Francesca Fagnani che duetta con Fulminacci al “Mister X” Siani

La carrellata di ospiti, come da tradizione consolidata, non si è limitata al solo exploit del duo D’Avena-Bambole di Pezza. L’intera serata, che si concluderà con la proclamazione del vincitore della gara delle cover intorno all’una e venti di notte – un Titolo che non influirà sulla classifica generale ma che assegnerà comunque un prestigioso riconoscimento – ha visto alternarsi una serie di duetti quantomeno eclettici. C’è chi ha puntato sull’emozione pura, come Patty Pravo che, accompagnata dal ballerino Timofej Andrijashenko, ha interpretato “Ti lascio una canzone”, e chi invece ha scelto la strada dell’ironia e della spettacolarizzazione, come Elettra Lamborghini che, insieme alle Las Ketchup, ha letteralmente scatenato l’Ariston con il tormentone “Aserejé”, tanto che qualche critico presente in sala stampa le ha già suggerito, scherzando ma non troppo, di prendere in mano la direzione artistica del futuro. Sul fronte delle collaborazioni più inedite, grande curiosità aveva suscitato l’accoppiata Fulminacci con la giornalista e conduttrice televisiva Francesca Fagnani, che hanno affrontato “Parole parole” di Mina e Alberto Lupo, un classico intramontabile che sul palco dell’Ariston ha assunto una nuova luce, mentre Dargen D’Amico, accompagnato da Pupo e dal trombettista Fabrizio Bosso, ha proposto un medley quantomai particolare, infilando nel testo di “Su di noi” frammenti de “Il disertore” di Boris Vian e un campionamento della voce di Papa Francesco, trasformando tutto in una riflessione contro la guerra che non ha lasciato indifferente la platea. E poi, come ciliegina sulla torta, la conferma del cosiddetto “Mister X”, l’ospite a sorpresa il cui nome era stato volutamente omesso dalla scaletta ufficiale diffusa nei giorni scorsi e che, puntuale, si è materializzato nella figura di Alessandro Siani, chiamato a portare una ventata di comicità partenopea in una serata che, altrimenti, rischiava di essere troppo concentrata sulle sole note.

Il meccanismo di voto e la gestione della lunga notte dell’Ariston

Mentre il pubblico da casa segue le esibizioni, a decidere chi sarà il vincitore di questa maratona notturna ci penserà un mix ponderato di giurie: il televoto, che peserà per il 34 per cento, la Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e quella delle Radio, che concorreranno ciascuna con un altro 33 per cento. Un meccanismo studiato per bilanciare il gradimento popolare con il giudizio più tecnico di chi la musica la racconta e la programma ogni giorno. Nel frattempo, sul palco di piazza Colombo, Francesco Gabbani si esibisce per il Suzuki Stage, mentre dalla nave da crociera ormeggiata al largo, Max Pezzali continua il suo appuntamento fisso con i grandi successi che hanno segnato un’epoca. La direzione artistica di Carlo Conti, in questo senso, ha voluto creare un flusso continuo di intrattenimento che non si esaurisse tra le mura dell’Ariston, ma che anzi coinvolgesse l’intera città di Sanremo in un abbraccio mediatico. La sensazione, ascoltando i primi giudizi a caldo, è che anche quest’anno la serata delle cover abbia centrato l’obiettivo: trasformare il Festival in una festa popolare, dove la qualità musicale a volte passa in secondo piano rispetto alla capacità di stupire e coinvolgere. Per le “Bambole di Pezza” e Cristina D’Avena, intanto, l’obiettivo è già stato raggiunto: far parlare di sé e regalare un momento di sana e potente leggerezza, come solo le sigle dei cartoni animati, se riarrangiate con intelligenza e passione, sanno fare.

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