Juventus, Holm costretto al cambio a fine primo tempo: cosa c’è dietro la sostituzione con Thuram e le prime informazioni sulle sue condizioni
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Redazione Sport
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È bastato un leggero fastidio al polpaccio per interrompere la partita perfetta di Emil Holm, quello stesso giocatore che, arrivato a gennaio in prestito proprio dal Bologna, aveva letteralmente dominato la sua fascia nel primo tempo di Juventus-Bologna. L’esterno svedese, autore di una prestazione più che positiva culminata con un sinistro a giro che si è stampato sulla traversa (sfiorando il possibile 2-0), non si è ripresentato sul terreno di gioco dell’Allianz Stadium dopo l’intervallo. Al suo posto, a sorpresa, è entrato Khephren Thuram; una decisione, quest’ultima, che ha spiazzato molti presenti sugli spalti, ma che nasconde una logica chiara legata alla gestione della rosa in un momento cruciale della stagione.
Le prime informazioni raccolte a caldo parlano chiaro: si tratta di un problema di natura muscolare, localizzato al polpaccio, che ha consigliato a Luciano Spalletti e al suo staff di non correre rischi. La sostituzione, concordata tra l’allenatore e il calciatore negli spogliatoi, è avvenuta esclusivamente a scopo precauzionale; un’attenzione, questa, dettata non solo dall’ottimo momento di forma del laterale, ma anche dalla fitta ragnatela di impegni che attende i bianconeri nelle prossime settimane. Il cambio forzato, paradossalmente, ha portato fortuna alla Vecchia Signora, visto che Thuram (subentrato a Holm) ha poi siglato la rete del definitivo 2-0, spostando di fatto Weston McKennie sulla corsia di destra.
L’esito degli esami e il recupero in vista del Milan
Il sospiro di sollievo, per tutto l’ambiente bianconero, è arrivato nella mattinata successiva al match. Sottoposto agli esami strumentali di rito, Holm ha riportato una diagnosi rassicurante: un semplice sovraccarico muscolare al polpaccio. Nessuna lesione, dunque, né tempi di recupero lunghi come quelli che lo avevano costretto a 45 giorni di stop in precedenza; la sua fragilità atletica, d’altronde, è un fattore che la società conosce bene sin dal suo arrivo in prestito dal club felsineo. Le sue condizioni, tuttavia, verranno monitorate e valutate giorno per giorno, con lo staff medico intenzionato a non forzare i tempi per evitare ricadute. Ad oggi, l’esterno è da considerarsi in forte dubbio per la prossima e decisiva sfida in programma domenica alle 20.45 contro il Milan a San Siro.
La corsa Champions e l’assetto della squadra
Una Juve sorridente si è ritrovata alla Continassa dopo l’ottima prova contro il Bologna, consapevole di aver compiuto un passo da gigante verso l’obiettivo quarto posto. I bianconeri, ora, hanno distaccato Como e Roma di cinque lunghezze e si sono pericolosamente avvicinati alla coppia formata da Milan e Napoli, distanti solo tre punti. La prossima trasferta a San Siro, quindi, assume un valore quasi epocale: una vittoria contro i rossoneri, unita a un eventuale passo falso degli azzurri, permetterebbe alla squadra di Spalletti di agganciare il treno dei primissimi posti, un'impensabile rimonta se si guarda alla classifica di qualche settimana fa. In questo meccanismo perfetto, Holm rappresenta un tassello fondamentale, capace di garantire spinta e qualità sulla fascia senza soluzione di continuità.
Il rientro del giocatore, seppur non urgente vista la profondità della rosa (con McKennie pronto a riconvertirsi all’occorrenza), resta comunque una priorità per Spalletti. L’ex giocatore dell’Atalanta, cresciuto nello Spezia, ha trovato finalmente la sua dimensione a Torino, dimostrando di aver superato le difficoltà fisiche che ne avevano condizionato l’inizio dell’avventura. La sua assenza, se confermata, verrebbe sopperita dall’entusiasmo di chi, come Thuram, sta cogliendo ogni occasione al balzo; ma la sensazione è che, in un finale di stagione dove ogni dettaglio diventa decisivo, avere a disposizione un esterno della sua caratura potrebbe fare la differenza tra il raggiungimento e il mancato raggiungimento della qualificazione alla prossima Champions League.




