Rai Way, flop dell’aggregazione con Ei Towers: titolo in picchiata a Piazza Affari
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Redazione Economia
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Non c’è stato verso di trovare un’intesa, e il titolo Rai Way ne ha pagato immediatamente le conseguenze. L’ennesimo tentativo di dare vita al grande polo italiano delle torri televisive, che avrebbe dovuto unire le infrastrutture di Rai Way ed Ei Towers, si è infranto contro i nodi irrisolti di una trattativa che andava avanti da oltre un anno e mezzo. La scadenza del memorandum of understanding, fissata per la mezzanotte del 30 giugno, è arrivata senza che le parti riuscissero a individuare una base negoziale condivisa, e il delisting per gli azionisti è stato immediato e pesante.
Il memorandum scade, nessun accordo sulle torri
Il progetto di aggregazione tra Rai Way ed Ei Towers, che avrebbe dovuto dar vita a un operatore con circa 4.700 siti e oltre mezzo miliardo di euro di ricavi, è definitivamente sfumato. A comunicarlo è stata la stessa Rai, principale azionista di Rai Way con il 65% delle quote, attraverso una nota ufficiale in cui si spiega che il Memorandum of Understanding, sottoscritto il 19 dicembre 2024 con F2i SGR e MFE – MediaForEurope, è giunto alla scadenza naturale senza che le valutazioni effettuate consentissero di proseguire nell’operazione.
Il negoziato, già prorogato in tre diverse occasioni – a settembre 2025, a marzo 2026 e infine a giugno – si è arenato sugli aspetti più delicati, tra cui il rapporto di concambio, la gestione del debito, i contratti di servizio e la governance della nuova entità.
Secondo quanto ricostruito da fonti vicine al dossier, nelle ore finali della trattativa era stata presentata una proposta in extremis da parte di F2i e Mfe per tentare di salvare l’accordo, con l’obiettivo di sciogliere alcuni dei nodi principali come l’allungamento al 2047 dei contratti di servizio e un aggiustamento del concambio, ferma restando la maggioranza assoluta della nuova società in mano alla Rai.
La proposta, che prevedeva anche il pagamento di un dividendo straordinario di circa 300 milioni per gli azionisti di Ei Towers, è stata però respinta, portando al fallimento definitivo del negoziato.
Piazza Affari punisce il titolo dopo il flop
La reazione di Piazza Affari non si è fatta attendere, e il titolo Rai Way ha subito una pesante correzione, segnando un ribasso che in alcuni momenti della giornata ha superato il 6%. Le azioni sono scese fino a toccare i 4,72 euro, un livello che non si vedeva da novembre 2023, prima di attestarsi su valori comunque molto negativi.
A risentire del clima di vendita è stata anche Mfe, che detiene il 40% di Ei Towers e ha visto le proprie azioni segnare un calo, seppur più contenuto, mentre il contesto tecnico generale per Rai Way si è fatto decisamente ribassista, con il titolo che ha performato peggio del mercato di riferimento, il FTSE Italia Mid Cap.
Nonostante il crollo del titolo, alcuni analisti hanno mantenuto un giudizio positivo su Rai Way. Intermonte, ad esempio, ha sottolineato come il fallimento dell’operazione fosse già in gran parte scontato dal mercato e come, di fatto, l'accordo avrebbe finito per aumentare l'indebitamento e raddoppiare l'esposizione della società al digitale terrestre, una tecnologia considerata in via di rapida obsolescenza. Per questi motivi, il target price per il titolo è stato confermato a 7,7 euro, con raccomandazione "Buy", così come per Banca Akros che mantiene un prezzo obiettivo di 7,1 euro.
Le strade future per Rai e il dossier torri
Con il memorandum scaduto, per la Rai si riapre ora la riflessione sul da farsi. L’azionista di maggioranza aveva visto nell’aggregazione con Ei Towers un’opportunità per valorizzare il proprio asset e finanziare il piano industriale che dovrebbe trasformarla in una Digital media company. L’ipotesi che torna a circolare con forza è quella della vendita di una quota di Rai Way eccedente il 50,1%, la soglia che consentirebbe comunque alla Rai di mantenere il controllo dell’azienda.
Una soluzione, quest’ultima, che era già stata considerata in passato per reperire liquidità, ma che ora appare più concreta. Il consiglio di amministrazione della Rai, riunito nella giornata di mercoledì 1 luglio per discutere dei palinsesti autunnali, riceverà un’informativa sull'esito del negoziato e potrebbe fornire nuovi indizi sulle strategie future.
Per Ei Towers, invece, il mancato accordo lascia aperta la questione della valorizzazione di un investimento che F2i porta avanti dal 2018, mentre per Mfe la società di torri non rappresenta più un asset centrale nella strategia industriale. Se da un lato il governo aveva continuato a credere nella nascita di un campione nazionale delle infrastrutture broadcast, dall’altro il razionale industriale non è bastato a superare gli ostacoli di una partita complessa, che intreccia servizio pubblico, Tv commerciale e rapporti di forza tra i grandi azionisti.
Nonostante l’esito negativo, le porte a un possibile ritorno di fiamma sul dossier non sono considerate completamente chiuse, anche se per ora la strada sembra segnata verso scenari alternativi.




