Fusione Rai Way-Ei Towers, il nodo del valore frena l’intesa sulle torri
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Redazione Economia
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La fusione Rai Way-Ei Towers resta appesa alla definizione del valore relativo delle due società mentre si avvicina una scadenza decisiva per il progetto di integrazione delle torri tv. Alla mezzanotte del 15 giugno termina infatti il memorandum sottoscritto da Ei Towers, partecipata da F2i al 60% e da MediaForEurope al 40%, e da Rai Way con l’obiettivo di creare una tower company nazionale. Il progetto prevede la nascita di un soggetto con circa 4.700 torri e oltre mezzo miliardo di euro di ricavi, ma le parti non hanno ancora raggiunto un’intesa definitiva. Secondo diverse fonti, gli azionisti delle due società stanno lavorando per mantenere aperto il confronto nonostante il tempo a disposizione sia ormai ridotto.
La scadenza del memorandum e i punti ancora aperti
Il dossier relativo alle nozze tra Rai Way ed Ei Towers prosegue da oltre un anno e mezzo e nelle ultime settimane è entrato in una fase particolarmente delicata. Il 15 giugno scadono infatti i termini della seconda proroga concordata tra Rai, azionista di controllo di Rai Way, e F2i insieme a Mfe, azionisti di Ei Towers. Le discussioni non risultano concluse e continuano a concentrarsi su alcuni aspetti contrattuali considerati determinanti per l’equilibrio dell’operazione. Tra questi figurano gli accordi di servizio di lungo periodo, elementi che incidono direttamente sulla valutazione delle società e sul peso relativo che ciascuna dovrebbe avere all’interno dell’eventuale gruppo integrato.
Proprio la definizione dei valori rappresenta uno dei principali ostacoli alla chiusura dell’intesa. Le parti stanno cercando di trovare una soluzione condivisa che consenta di superare le differenze ancora esistenti. L’operazione viene considerata strategica perché metterebbe insieme due realtà che controllano gran parte dell’infrastruttura nazionale delle torri televisive. Ei Towers gestisce infatti circa metà della rete infrastrutturale del Paese, mentre l’altra metà fa capo a Rai Way. La creazione di un operatore unico di dimensioni nazionali richiede però un accordo preciso sui termini economici e industriali della fusione.
Il peso delle attività legate alla Serie A
Nel frattempo sulla trattativa si è aggiunto un ulteriore elemento di incertezza legato alle attività che Ei Towers svolge nel settore calcistico. Negli ultimi anni la società è stata coinvolta in servizi importanti per il campionato di Serie A, mettendo a disposizione spazi e attività operative nel centro di Lissone. In quella struttura vengono prodotti, gestiti e distribuiti contenuti collegati alle partite e sono presenti anche le sale dedicate al VAR. Tuttavia, secondo quanto emerso, la Serie A starebbe ridisegnando la filiera tecnica della produzione e della distribuzione del campionato.
Nelle ultime settimane sono stati pubblicati due bandi riguardanti il futuro dei servizi audiovisivi collegati alle partite. Si tratta di procedure che interessano una parte significativa delle attività oggi concentrate proprio nel centro di Lissone. L’eventuale perdita di questi incarichi rappresenterebbe una nuova difficoltà per Ei Towers e viene indicata come una possibile tegola in una fase già complessa per il negoziato con Rai Way. Pur trattandosi di aspetti tecnici della produzione degli incontri, il loro peso industriale e operativo viene considerato rilevante nel contesto generale della trattativa.
Con la scadenza del memorandum ormai imminente, Rai, F2i, Mfe, Rai Way ed Ei Towers continuano quindi a confrontarsi sui punti ancora irrisolti. Da una parte c’è l’obiettivo di costruire una società nazionale delle torri capace di riunire circa 4.700 infrastrutture e generare oltre mezzo miliardo di ricavi; dall’altra restano aperte le questioni contrattuali che incidono sulle valutazioni delle aziende e il contesto in evoluzione delle attività collegate alla Serie A. L’esito delle discussioni dipenderà dalla capacità delle parti di trovare un equilibrio su questi elementi prima che i termini fissati dagli accordi attualmente in vigore arrivino a conclusione.




