Bisceglie, la morte di Alicia e i silenzi della manutenzione: «Tragedia evitabile»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il pino che si è spezzato come un fiammifero sotto la spinta dello scirocco – uno di quei venti caldi che annunciano l’arrivo di una perturbazione e che, in Puglia, non sono certo una rarità – ha restituito il Corpo senza vita di una ragazzina di dodici anni, Alicia Amoruso, a terra, schiacciata da un peso che nessuna bimba avrebbe dovuto nemmeno immaginare. Lunedì 13 aprile, in via Veneziano a Bisceglie, nel nord del Barese, quel tronco ha deciso di cedere. E la procura di Trani, adesso, si trova a dover rispondere a una domanda che sa di veleno: si poteva evitare? Lo zio della vittima, in un’intervista che ha scosso la città, ha usato parole pesanti come macigni: «Famiglia distrutta». E ha aggiunto, senza mezzi termini, che quanto accaduto non era scritto in nessun destino inevitabile.

Il lutto cittadino e la rabbia del primo cittadino

Il sindaco Angelantonio Angarano ha rotto il silenzio con una dichiarazione che mescola il dolore privato a quello pubblico – «prima ancora che come sindaco, come genitore e come uomo» – e ha proclamato il lutto cittadino. Una scelta formale, certo, ma che in un centro delle dimensioni di Bisceglie assume il peso di un rito collettivo. La sua confessione, quella di essere «sconvolto» da una tragedia che ha «strappato Alicia a sua mamma, a suo papà», ha fatto da eco a un sentimento diffuso: il dolore e la rabbia, ha detto Angarano, sono «profondi, laceranti». Nessuna retorica, stavolta, perché la morte di una dodicenne sotto un albero che nessuno aveva forse controllato abbastanza trasforma il cordoglio in accusa implicita.

Cinque indagati, una consulenza e sessanta giorni di tempo

La procura di Trani ha già mosso i primi passi formali: cinque dipendenti comunali sono finiti nel registro degli indagati con l’ipotesi di concorso in omicidio colposo. Tra loro figurano un dirigente, alcuni funzionari tecnici e istruttori della Ripartizione Pianificazione, Programmi ed Infrastrutture, oltre a personale dello Sportello Patrimonio Demanio e Attività Manutentive. Uomini e donne che, a vario titolo, avevano in carico il verde pubblico e la sicurezza delle strade. Contestualmente, il magistrato ha disposto una consulenza tecnica affidata agli ingegneri Giuseppe Colangelo e Andrea Pugliese: avranno sessanta giorni per stabilire la «prevedibilità ed evitabilità» dell’incidente. Dovranno valutare le condizioni dell’albero, lo stato della strada, ed eventuali violazioni nelle procedure di manutenzione. L’autopsia sul della ragazzina completerà il quadro.

Quel finanziamento del 2022 che non è mai diventato un cantiere

C’è un dettaglio che trasforma questo caso da semplice cronaca a possibile inchiesta sulla responsabilità amministrativa: il cugino di Alicia, come emerge dalle foto dell’incidente probatorio, aveva già ottenuto i fondi per sistemare proprio quella via nel 2022. I soldi c’erano, la richiesta era stata inoltrata, l’intervento – probabilmente sulla messa in sicurezza degli alberi o del manto stradale – non è mai stato realizzato. La procura, nel silenzio che avvolge ancora alcune carte, sta cercando di capire chi abbia bloccato quei lavori e perché. L’indagine, per ora, si muove tra atti amministrativi dimenticati in qualche cassetto e la testimonianza di una famiglia che non chiede giustizia: pretende solo che qualcuno spieghi come sia potuta cadere, quella pianta.

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