“Jumpers”, il nuovo film Pixar presentato a Roma: il regista Chong e le voci italiane raccontano la lotta per la biodiversità

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È stato presentato nella capitale, nel corso di un evento che ha richiamato l’attenzione degli addetti ai lavori e degli appassionati del settore, l’ultimo nato in casa Pixar Animation Studios, “Jumpers - Un salto tra gli animali”, pellicola che approderà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 5 marzo. All’incontro romano, momento di lancio fondamentale per il mercato nostrano, hanno preso parte il regista e disegnatore Daniel Chong, la producer Nicole Paradis Grindle, affiancati dalle voci che daranno vita ai personaggi nella versione italiana del film: si tratta di Tecla Insolia, Giorgio Panariello, Rossella Izzo e Francesco Prando, professionisti scelti per interpretare rispettivamente la protagonista Mabel, Re George, la regina degli insetti e il sindaco Jerry Generazzo. La pellicola, che segna il trentesimo lungometraggio per lo studio di Emeryville e cade nel quarantesimo anno di attività della Pixar, si preannuncia come un'opera coraggiosa, capace di mescolare generi e registri narrativi differenti.

Una genesi complessa e l’abbandono dei pinguini per i castori

La nascita di “Jumpers” affonda le sue radici in un percorso creativo durato ben sei anni, un lasso di tempo durante il quale circa quattrocento persone hanno contribuito alla realizzazione del progetto, tra viaggi, ricerche sul campo e continue riscritture del copione. L’idea originaria, come ha raccontato lo stesso Chong durante la conferenza stampa, era quella di realizzare un film incentrato sui pinguini, animali che il regista disegnava ossessivamente durante il periodo della pandemia. Fu Pete Docter, direttore creativo dello studio, a suggerire di abbandonare l’idea, con la motivazione che di pinguini, nel mondo dell’animazione, se ne erano già visti fin troppi. La svolta arrivò quando Chong, documentandosi, lesse di un progetto di reintroduzione dei castori nel parco nazionale di Yellowstone per il loro ruolo fondamentale nel salvare gli ecosistemi. Questi roditori, definiti dal regista una “specie chiave di volta” per la loro capacità di costruire dighe che creano stagni e zone umide, diventano così i protagonisti indiscussi della storia, fungendo da metafora perfetta per un racconto che parla di equilibrio e interdipendenza tra le specie.

La trama: una ragazza, un esperimento e la difesa di un ecosistema

Al centro della narrazione si staglia la figura di Mabel, una diciannovenne interpretata da Tecla Insolia, la cui esistenza è stata plasmata dagli insegnamenti della nonna e da un amore viscerale per la natura, un legame che si concretizza in una radura brulicante di vita selvatica frequentata sin dall'infanzia. La minaccia arriva quando il sindaco Jerry Generazzo, voce a cui presta il volto Francesco Prando, un amministratore più preoccupato della propria rielezione che del bene comune, decide di far costruire una superstrada proprio su quel terreno, con l'obiettivo di far risparmiare ai cittadini quattro minuti di percorrenza. La svolta narrativa, quella che introduce l'elemento fantascientifico tanto caro alla Pixar, avviene quando Mabel scopre un laboratorio segreto dove alcuni scienziati hanno messo a punto una tecnologia in grado di estrarre la coscienza umana per trasferirla in robot dalle sembianze animali. La ragazza decide di compiere il "salto", finendo nel di un castoro meccanico e iperrealistico: questa trasformazione le permette di accedere al mondo animale, di comprenderne le dinamiche e le gerarchie, e di diventare, come l'hanno definita gli stessi autori, una sorta di Giovanna d'Arco per le creature del bosco, guidandole in una ribellione contro la distruzione del loro habitat. Giorgio Panariello, che dà voce a Re George, il carismatico leader dello stagno con una spiccata propensione per l'aerobica e un'incrollabile fiducia nel prossimo, ha sottolineato come il personaggio di Mabel rappresenti la scintilla che risveglia le coscienze di un gruppo di animali altrimenti rassegnati al proprio destino.

Un’opera che mescola ecologia, satira e fantascienza senza cadere nel moralismo

“Jumpers – Un salto tra gli animali” si configura come un'opera ibrida e complessa, che sotto una patina di commedia leggera cela una riflessione profonda sulla relazione tra l'uomo e la natura, sulla biodiversità intesa come somma di ecosistemi in equilibrio e sulla facilità con cui l'uomo, con la sua presunzione, possa alterare questi fragili equilibri. La regia di Daniel Chong, che ha già dimostrato il suo talento nel raccontare l'integrazione con la serie “Siamo solo orsi”, imprime al film un ritmo vivace, fatto di azione, gag surreali e momenti di puro divertimento, che secondo il regista rappresentano la vera essenza della Pixar. La satira politica emerge nei consigli animali dominati da personalità egocentriche e nella caratterizzazione del sindaco, mentre l'elemento ecologista, lungi dall'essere predicato con toni moraleggianti, si sviluppa attraverso l'esperienza diretta di Mabel nel del castoro, un'espediente che permette di esplorare la tensione tra umanità e natura, tecnologia e biosfera. La produttrice Nicole Paradis Grindle ha voluto evidenziare come, in un'epoca segnata dall'eco-ansia e dalla polarizzazione politica, il film miri a lanciare un messaggio di speranza e a sottolineare l'importanza dell'azione collettiva, un tema che emerge chiaramente dalla trasformazione della giovane protagonista da attivista solitaria a leader di una comunità.

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