Piazza Affari chiude in rialzo dell'1,36% con il Ftse Mib a 52.512 punti
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Redazione Economia
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Piazza Affari archivia la seduta con un progresso netto, sostenuta da acquisti che hanno interessato l'intero listino principale. L'indice Ftse Mib, il paniere che raccoglie le blue chip di Borsa Italiana, ha terminato le contrattazioni a quota 52.512 punti, mettendo a segno un rialzo dell'1,36%. Una performance che colloca Milano in cima alle principali piazze europee, in una giornata caratterizzata da un generale recupero dei listini del Vecchio Continente dopo una settimana prevalentemente negativa.
Il quadro europeo e il recupero di fine settimana
Francoforte ha chiuso con un progresso dello 0,82%, attestandosi a 26.568 punti, mentre Parigi ha guadagnato lo 0,78% portandosi a 8.179 punti. Londra, dal canto suo, ha archiviato la seduta con un rialzo più contenuto, lo 0,39%, a 10.650 punti. Il recupero arriva al termine di una settimana che aveva visto le principali borse europee penalizzate da vendite diffuse: il bilancio settimanale resta negativo per la maggior parte dei listini, con Parigi e Francoforte in calo di circa l'1,2-1,8% e Londra in flessione di poco inferiore al 2%.
Wall Street interrompe la serie negativa
Oltreoceano, gli indici statunitensi hanno posto fine a quattro sedute consecutive di ribasso. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,98% chiudendo a 52.573 punti, lo S&P 500 ha messo a segno un rialzo dello 0,86% a 7.656 punti, mentre il Nasdaq ha avanzato dello 0,96% a 26.333 punti. Il rimbalzo è stato favorito dall'allentamento delle pressioni sul fronte energetico, con il prezzo del greggio che ha ridotto parte dei recenti guadagni dopo aver superato la soglia dei 100 dollari al barile nelle sedute precedenti.
L'inflazione americana e le attese sui tassi
A orientare il sentiment degli operatori è stato il dato sull'inflazione statunitense di agosto, diffuso nelle ore precedenti. L'indice dei prezzi al consumo ha registrato un incremento mensile dello 0,4%, in accelerazione rispetto al +0,1% del mese precedente ma in linea con le stime degli analisti. Su base annua, l'inflazione si è mantenuta al 3,4%, confermando il dato di luglio.
La componente di fondo, che esclude i prezzi più volatili di alimentari ed energia, ha mostrato un rialzo congiunturale dello 0,3%, superiore alle attese, mentre il dato tendenziale è sceso al 2,4% dal 2,5% precedente.
Le ripercussioni sulle aspettative di politica monetaria
Il quadro inflazionistico delineato dal rapporto ha contribuito a rafforzare le aspettative di un intervento restrittivo da parte della Federal Reserve nella riunione in programma la prossima settimana. Secondo quanto riportato, la probabilità attribuita dal mercato a un rialzo dei tassi di un quarto di punto è salita all'85%.
La spinta verso un atteggiamento più aggressivo era già emersa nei giorni scorsi, dopo la pubblicazione di dati sull'occupazione americana superiori alle previsioni, che avevano indotto diversi istituti di ricerca a rivedere al rialzo le proprie stime sui tassi. Il governatore della Fed Christopher Waller aveva tuttavia espresso una posizione più prudente, subordinando un eventuale sostegno al mantenimento dei tassi a un miglioramento dei dati sull'inflazione.
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