11ma notte di raid USA sull'Iran. Hegseth: "La guerra è costata 37,5 miliardi, ne servono altri 67" - Gli USA: "L'Iran ha attaccato 30 navi in 3 mesi ma Hormuz resta aperto"

11ma notte di raid USA sull'Iran. Hegseth: La guerra è costata 37,5 miliardi, ne servono altri 67 - Gli USA: L'Iran ha attaccato 30 navi in 3 mesi ma Hormuz resta aperto
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Yemen, gli Houthi intimano a compagnie di navigazione di non utilizzare i porti sauditi La milizia yemenita degli Houthi, allineata con l’Iran, ha intimato alle compagnie di navigazione di non caricare né scaricare merci nei porti dell’Arabia Saudita, pena il rischio di diventare bersaglio di attacchi, secondo quanto riportato in un’e-mail inviata dal gruppo alle compagnie. Lunedì gli Houthi hanno dichiarato un blocco navale contro l’Arabia Saudita, aprendo un potenziale nuovo fronte contro gli Stati Uniti nella loro guerra con l’Iran e aumentando la minaccia alle forniture energetiche globali e al commercio al di là del Golfo. (RaiNews)

Su altri giornali

– L’esercito americano ha annunciato di aver concluso l’undicesima notte consecutiva di attacchi in Iran. Stando a quanto precisato dal Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), sono stati presi di mira “centri operativi militari iraniani, capacità marittime, hangar per aerei, depositi per droni e infrastrutture logistiche militari” con l’obiettivo di “indebolire ulteriormente la capacità dell’Iran di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz”. (Askanews)

Le dichiarazioni di Rubio Rubio ha dichiarato: «L'unico motivo per cui gli Stati Uniti conducono attacchi è per contrastare le infrastrutture iraniane utilizzate per attaccare il traffico marittimo commerciale globale. (Il Gazzettino)

Soldati dell’esercito libanese pattugliano a Srifa, in Libano. Il Libano ha schierato truppe per assumere il controllo delle cosiddette “zone pilota” nel sud del Libano, da cui le truppe israeliane dovranno ritirarsi. (Il Sole 24 ORE)

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Per decenni, i conflitti nel Golfo Persico hanno avuto come unico grande bersaglio il petrolio. Che si trattasse di pozzi, raffinerie o petroliere, la geopolitica della regione ha sempre ruotato attorno all’oro nero. (Il Messaggero)