Ucraina, bombe su Zaporizhzhia e attacchi ai gasdotti: la strategia russa si fa più dura
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Redazione Esteri
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Non si placa l'offensiva russa sul territorio ucraino che, anzi, sembra accentuare la sua strategia di logoramento prendendo di mira, in modo sempre più sistematico, le infrastrutture energetiche e i centri abitati. Mentre il presidente Volodymyr Zelensky convoca i comandanti per discutere l'evoluzione del conflitto e le possibili controffensive, le ultime 48 ore hanno registrato un'intensificazione dei bombardamenti in diverse regioni, con un pesante tributo di vittime civili e danni ingenti.
Zaporizhzhia nel mirino, il bilancio delle vittime
La città di Zaporizhzhia è stata nuovamente colpita da bombardamenti aerei che hanno causato la morte di almeno due persone e il ferimento di altre nove, come riportato dalle autorità locali. L'attacco, condotto con bombe plananti, ha danneggiato gravemente alcuni edifici residenziali, uno dei quali, un palazzo di cinque piani, ha visto crollare due dei suoi piani.
In un'altra zona della città, le bombe hanno preso di mira un terminal logistico, causando danni significativi anche al settore privato circostante, sebbene non siano stati forniti dettagli specifici sull'entità dei danni a queste ultime strutture. Ivan Fedorov, governatore dell'oblast di Zaporizhzhia, ha confermato l'accaduto, precisando che i soccorritori hanno lavorato a lungo per estrarre alcune vittime dalle macerie, in un'operazione resa ancor più complessa dal perdurare delle minacce aeree.
Sumy e Kharkiv sotto attacco: obiettivi civili ed energetici
La città di Sumy, nel nord-est del paese, è stata teatro di un duplice attacco con droni che ha seminato panico e distruzione. Un edificio residenziale di nove piani è stato centrato, con le fiamme che si sono rapidamente propagate dal primo piano, costringendo i servizi di emergenza a evacuare gli abitanti e a fronteggiare un vasto incendio. In un secondo momento, un altro drone ha colpito un punto vendita della catena Epicentr e un centro commerciale, provocando un rogo di vaste proporzioni.
L'intervento dei vigili del fuoco è stato ostacolato dal continuo sorvolo di droni russi sulla zona, che hanno costretto i soccorritori a interrompere più volte le operazioni per mettersi in salvo, come riferito dal Servizio statale di emergenza ucraino. Il bilancio provvisorio di questi attacchi è di sei feriti, tra cui quattro bambini; le loro condizioni, secondo le prime informazioni, non sarebbero gravi, ma un bambino di 8 anni e una ragazza di 16 anni sono stati comunque ricoverati in ospedale per accertamenti.
Parallelamente agli attacchi contro le infrastrutture civili, l'esercito russo ha intensificato la pressione sul sistema energetico ucraino, colpendo per il terzo giorno consecutivo un impianto di produzione di gas a Kharkiv, gestito dalla compagnia statale Naftogaz. Gli attacchi hanno causato una perdita parziale della produzione e danni significativi alle attrezzature. Naftogaz ha dichiarato che, nonostante la gravità degli attacchi, i dipendenti erano al sicuro nei rifugi durante entrambe le incursioni aeree.
Un altro impianto era stato danneggiato il giorno precedente, e lo stesso Zelensky, in un messaggio, aveva parlato di "danni ingenti" subiti dalle strutture, senza tuttavia fornire dettagli specifici su cosa fosse stato precisamente colpito, lasciando intendere che le ripercussioni sulla preparazione del sistema energetico per l'inverno potrebbero essere rilevanti.
La risposta di Kiev e le riunioni al vertice
Nel tentativo di coordinare la risposta sul campo e valutare gli scenari futuri, il presidente Zelensky ha convocato una riunione di vertice con i comandanti dei vari corpi d'armata, concentrandosi in particolare sulla direzione di Chernihiv-Kiev e sulla produzione bellica nazionale.
L'incontro, al quale hanno preso parte anche rappresentanti delle aziende produttrici di armi, ha avuto come obiettivo quello di discutere le reali necessità delle truppe in termini di supporto, approvvigionamento e finanziamenti, in un contesto in cui la pressione russa lungo la linea del fronte, lunga oltre 1.200 chilometri, rimane costante e in alcuni punti si è fatta più incisiva.
La riunione, descritta come storica per il diretto confronto tra comandanti e produttori, mira a snellire le procedure di approvvigionamento e a garantire che le attrezzature fornite rispondano efficacemente alle esigenze operative delle truppe impegnate nei combattimenti.




