Il giallo della scaletta di Sanremo: Achille Lauro doveva presentare Fedez, ma è sparito. Poi la versione di Carlo Conti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Un piccolo, grande giallo ha attraversato la seconda serata del Festival di Sanremo, quello andato in scena mercoledì 25 febbraio al Teatro Ariston, e a far da detonatore è stata una scaletta cambiata in extremis, o forse no, che ha visto come protagonisti involontari Achille Lauro, nelle vesti di co-conduttore della serata, e il rapper Fedez, in gara insieme a Marco Masini con il brano “Male necessario”. Il nodo della questione, per gli addetti ai lavori e per i telespettatori più attenti, risiedeva in un dettaglio non da poco: secondo le prime versioni del programma che circolavano tra gli uffici stampa e la produzione, toccava proprio a Lauro, affiancato naturalmente dal direttore artistico Carlo Conti, introdurre sul palco l’esibizione del duo. E invece, quando è arrivato il fatidico momento, poco dopo la mezzanotte, a fare gli onori di casa davanti al microfono c’era Laura Pausini, co-conduttrice fissa di questa edizione, e di Lauro, nonostante fosse lui l’ospite principale della serata insieme a Pilar Fogliati e Lillo, nessuna traccia.

Il particolare, lungi dal passare inosservato, ha immediatamente innescato la macchina del gossip e delle illazioni, alimentata peraltro da un contesto extrasalottiero ben preciso che riguarda i due cantanti. Il loro rapporto, un tempo solidissimo al punto da aver inciso insieme la hit “Mille” con Orietta Berti, si è incrinato circa un anno fa, nel periodo in cui la separazione tra Fedez e Chiara Ferragni era al centro dell’attenzione mediatica. A gettare benzina sul fuoco furono alcune indiscrezioni, rilanciate con forza da Fabrizio Corona, che parlavano di una presunta relazione tra Lauro e la Ferragni, voci che furono prontamente e categoricamente smentite dallo stesso cantante romano in piú occasioni, ma che evidentemente hanno lasciato una scia di tensioni non sopite. Da quel momento, i due artisti non hanno piú condiviso un palco e, stando a quanto ricostruito da chi segue le loro mosse, si sarebbero sempre evitati, rendendo cosí il loro incrocio all’Ariston un potenziale momento di forte imbarazzo, se non di vero e proprio scontro mediatico.

Il dietro le quinte e la spiegazione del direttore artistico: un refuso, una corsa e nessun caso

A gettare acqua sul fuoco, come spesso accade in queste situazioni, ci ha pensato Carlo Conti. Nel corso della consueta conferenza stampa di presentazione della terza serata, il diretto interessato ha dovuto rispondere alle domande dei giornalisti, curiosi di capire cosa fosse realmente successo nelle retrovie del teatro. La sua versione, asciutta e pragmatica, ha tagliato corto con qualsiasi ipotesi legata a presunte ruggini sentimentali o a veti incrociati, bollando l’intera vicenda come un normale accidente della diretta. «È stato un refuso di una vecchissima scaletta», ha spiegato Conti, sottolineando come la gestione di uno show complesso come quello di Sanremo comporti continui aggiustamenti dell’ultimo minuto, modifiche che talvolta sfuggono al controllo delle versioni cartacee che vengono distribuite. «Hanno fatto vari cambi, se la seguite capita che salta una cosa», ha aggiunto, lasciando intendere che la sostituzione di Lauro con Pausini fosse dettata esclusivamente da esigenze tecniche e di timing.

La spiegazione del direttore artistico, se da un lato ha chiuso ufficialmente il caso in sala stampa, dall’altro non ha spento del tutto le chiacchiere sui social, dove molti utenti hanno continuato a interrogarsi sulla tempistica del cambio, avvenuto proprio in corrispondenza dell’esibizione di Fedez. Lo stesso Conti, forse per dare ulteriore prova della casualità dell’episodio, ha raccontato un aneddoto legato a un altro co-conduttore, Lillo, il quale sarebbe stato fatto letteralmente correre da un camerino all’altro per rispettare i tempi di entrata, a dimostrazione di quanto il dietro le quinte sia un luogo di frenetica riorganizzazione continua, dove le previsioni della vigilia possono essere stravolte in pochi secondi da un imprevisto tecnico o da una semplice necessità di bilanciamento dei tempi.

Il peso del gossip e l’assenza di conferme: la scia di un vecchio caso mediatico

Eppure, al di là delle parole rassicuranti di Conti, il dubbio è rimasto appeso nell’aria della città dei fiori, alimentato dalla memoria di quanto accaduto nei mesi precedenti. La separazione tra Fedez e Chiara Ferragni è stata una vicenda che ha tenuto banco per settimane sulle pagine di cronaca rosa e non solo, e il nome di Achille Lauro emerse in quel contesto in modo piuttosto rocambolesco. Sebbene non vi sia mai stata alcuna prova concreta a sostenere le ipotesi di una relazione, e nonostante le secche smentite arrivate sia da Lauro che dalla stessa Ferragni, l’eco di quelle voci ha continuato a riverberare nell’immaginario collettivo, trasformando ogni potenziale contatto tra i due in un evento da scrutinare.

Il fatto che la Rai, o chi per essa, abbia deciso di modificare un passaggio cosí specifico della scaletta potrebbe quindi essere letto non tanto come un intervento per accontentare presunte richieste dei diretti interessati, quanto piuttosto come una scelta prudenziale da parte della produzione. Evitare che l’attenzione del pubblico e delle telecamere si spostasse dalla musica al gossip, con primi piani e inquadrature che avrebbero inevitabilmente cercato di catturare un eventuale momento di gelo o di imbarazzo tra i due, potrebbe essere stata una motivazione piú che valida per operare una sostituzione rapida e silenziosa. In fondo, la macchina di Sanremo, pur vivendo di queste dinamiche, cerca sempre di mantenere il controllo sulla narrazione principale.

La normalità della diretta tv: quando un cambio programma diventa un caso nazionale

Resta peraltro da considerare un aspetto squisitamente tecnico che riguarda la produzione televisiva. La seconda serata del Festival ha visto alternarsi sul palco, oltre a Conti e Pausini, ben tre co-conduttori: lo stesso Lauro, Pilar Fogliati e Lillo. Ognuno di loro aveva precisi interventi previsti, spaziando dalla comicità alla presentazione degli ospiti, fino a momenti musicali. Achille Lauro, in particolare, si è esibito in due performance di grande impatto, prima in duetto con Laura Pausini sulle note di “16 marzo” e poi da solo con “Perdutamente”, brano che ha voluto dedicare alle vittime della tragedia di Crans-Montana. In un contesto di questo tipo, con cambi d’abito, tempi stretti e numerosi impegni per ogni artista, non è affatto raro che qualche passaggio venga redistribuito tra i conduttori presenti in quel momento dietro le quinte.

Peraltro, la versione della scaletta che prevedeva Lauro accanto a Conti per l’ingresso di Fedez e Masini potrebbe essere stata semplicemente una delle tante bozze circolate internamente, magari superata già nelle prove generali del pomeriggio. Il termine usato da Conti, “refuso”, suggerisce proprio questo: un errore materiale in un documento che non è stato aggiornato in tempo reale, creando cosí un’aspettativa disattusa che, a posteriori, ha assunto i contorni di un mistero. Nella macchina complessa e perfetta del Festival, piccoli ingranaggi possono incepparsi o semplicemente cambiare rotta senza che questo nasconda necessariamente chissà quale retroscena, ma la fame di gossip del pubblico è tale che anche una semplice sostituzione, motivata da ragioni organizzative, finisce per diventare la notizia principale della mattina dopo.

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