Sanremo, il giallo della scaletta: perché Achille Lauro non ha presentato Fedez. La versione di Carlo Conti

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Basta un dettaglio, nella messa in scena perfettamente oliata del Festival, per scatenare il putiferio. Durante la seconda serata della kermesse, quella di mercoledì 25 febbraio, gli occhi dei telespettatori più attenti — e soprattutto quelli degli appassionati di gossip — si sono fissati su un particolare nullo per la riuscita della gara ma decisamente pesante per le cronache dei retroscena: Achille Lauro, che quella sera ricopriva il ruolo di co-conduttore al fianco di Carlo Conti e Laura Pausini, non ha presentato l’esibizione di Fedez e Marco Masini. Il duo, in gara con il brano “Male necessario”, è stato invece introdotto dalla Pausini, e il particolare, se si considera che nelle scalette distribuite ore prima agli addetti ai lavori il nome di Lauro era ben stampato accanto a quel momento, ha immediatamente fatto scattare l’allarme tra i fan e i cronisti -1-3.

Il motivo di tanta attenzione, com’è facile intuire, affonda le radici in un terreno ben più accidentato della semplice organizzazione tecnica di una serata. Tra i due artisti, un tempo sodali al punto da aver inciso insieme il tormentone “Mille” con Orietta Berti nell’estate del 2021, non correrebbe più buon sangue da mesi -2-7. La frattura, mai ufficialmente confermata ma alimentata da incessanti indiscrezioni giornalistiche, risalirebbe al periodo della separazione tra Fedez e Chiara Ferragni, quando emersero voci — lanciate in primis da Fabrizio Corona — di una presunta relazione clandestina tra la imprenditrice digitale e Lauro, vicenda che il diretto interessato ha sempre smentito con decisione definendola “montata da terzi” -4-8.

E così, quando sul maxischermo dell’Ariston è apparsa Laura Pausini al posto del cantante romano per annunciare l’amico-rivale, il sospetto che si fosse voluto evitare a tutti i costi un faccia a faccia diventato potenzialmente imbarazzante ha preso il sopravvento. Al DopoFestival, la discussione è stata accesa: il giornalista Valerio Palmieri ha sottolineato la difformità rispetto alla tabella di marcia, mentre il conduttore Nicola Savino ipotizzava che qualcuno, all’ultimo secondo, potesse aver detto “io non voglio essere presentato da” o viceversa, lasciando intendere che la richiesta potesse venire da uno dei due artisti -8.

Il direttore artistico smorza i toni: “Un refuso di una vecchia scaletta”

A gettare acqua sul fuoco, come da copione, ci ha pensato Carlo Conti. Nella conferenza stampa di presentazione della terza serata, il direttore artistico ha risposto con la consueta pacatezza alle domande dei cronisti, smontando pezzo per pezzo la macchina del gossip. La modifica, ha spiegato, non avrebbe alcuna matrice dietrologica legata alle note vicende sentimentali, ma sarebbe frutto di un banale errore materiale. “È stato un refuso di una vecchissima scaletta, una cosa puramente casuale”, ha tagliato corto Conti, aggiungendo come, nel backstage, possano verificarsi continui aggiustamenti dell’ultimo minuto per i motivi più disparati, spesso legati semplicemente ai tempi di preparazione degli artisti -1-5.

Per rendere l’idea di quanto la diretta sia un organismo vivo e soggetto a continui cambiamenti, il conduttore ha portato un esempio concreto e volutamente leggero, citando un altro dei co-conduttori della serata. Ha raccontato di aver fatto “scapicollare” Lillo giù per tre piani di scale, dai camerini fino al palco, facendolo arrivare visibilmente senza fiato: un imprevisto, questo sì, dovuto alla logistica e non certo a chissà quali tensioni -2-5. La volontà di Conti, insomma, era quella di normalizzare l’accaduto, ricondurre la sostituzione di Lauro con la Pausini nell’alveo delle normali dinamiche di produzione, lontano anni luce dalle ricostruzioni da giallo sentimentale che avevano infiammato il web nelle ore precedenti.

Il peso di un gossip mai sopito e l’ombra del passato

Eppure, nonostante la versione ufficiale e rassicurante del direttore artistico, il clamore suscitato dall’episodio dimostra quanto quella ferita, o presunta tale, tra i due artisti sia ancora lungi dall’essere rimarginata nell’immaginario collettivo. Achille Lauro, interpellato sulla vicenda lo scorso anno, quando partecipò al Festival con “Incoscienti giovani”, aveva parlato di un periodo complicato per Fedez, esprimendo dispiacere ma ribadendo con forza che le voci su di lui erano state montate ad arte da chi non ha altro di cui vivere se non il pettegolezzo -8.

A rendere il terreno ancora più scivoloso ci hanno pensato, nei mesi successivi, ulteriori dettagli diffusi da esperti di gossip come Alessandro Rosica, secondo cui la Ferragni avrebbe partecipato a una festa a casa di Lauro, rimanendoci fino a tarda notte, e che Fedez avrebbe scoperto presunti messaggi sospetti direttamente dal cellulare dell’allora moglie -7. Dettagli mai verificati, certo, ma sufficienti a cristallizzare l’idea di un’amicizia tradita e di un conto in sospeso che, a Sanremo, avrebbe potuto trovare la sua resa dei conti in mondovisione. L’assenza di Lauro sul palco nel momento di Fedez, così, è apparsa a molti non come un caso, ma come l’epilogo prevedibile di una storia di rapporti incrinati.

I meccanismi della macchina sanremese tra casualità e calcolo

Al di là delle illazioni e dei dietrologismi, la vicenda offre uno spaccato interessante su come lavora la macchina di Sanremo. La scaletta, si sa, è un documento prestampato ma continuamente riscritto fino al momento stesso in cui va in onda. I tempi tecnici, le esigenze degli artisti, la necessità di bilanciare le presenze sul palco: sono innumerevoli le variabili che possono indurre un produttore o lo stesso conduttore a rimescolare le carte all’ultimo secondo. Lo ha spiegato bene Conti quando, per smontare le illazioni, ha usato l’aggettivo “casuale” e ha parlato di un “refuso”, una parola che rimanda a un errore materiale, a una svista burocratica più che a una scelta strategica -1-5.

E in effetti, se si guarda la questione con gli occhi del producer, è del tutto plausibile che in una macchina complessa come quella del Festival — dove si susseguono ospiti, cantanti in gara, comici e conduttori — si possa semplicemente decidere di affidare un annuncio a chi è fisicamente più comodo o immediatamente disponibile in quel frangente. Laura Pausini, co-conduttrice fissa e presenza rassicurante per il pubblico, era lì, a portata di microfono, e ha svolto egregiamente il compito. Resta il fatto, però, che in una settimana in cui ogni gesto viene scrutinato e ogni sguardo interpretato, anche una sostituzione dettata da puri motivi organizzativi finisce per diventare una notizia. E il “giallo”, per quanto smentito, rimane negli occhi di chi quella storia di presunti tradimenti e amicizie infrante l’aveva già scritta, e archiviata, molto tempo prima.

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