Achille Lauro a Sanremo 2026, tra la collana da 60 carati e l’omaggio a Carlo Conti che non c’è

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nell’economia della seconda serata del Festival di Sanremo 2026, quella andata in scena mercoledì 25 febbraio con la conduzione di Carlo Conti affiancato da Laura Pausini e da un trio di co-conduttori composto da Pilar Fogliati, Lillo e, per l’appunto, Achille Lauro, il cantante romano ha occupato uno spazio scenico tutt’altro secondario, anzi: a lui sono stati riservati due momenti musicali distinti, più la presenza costante sul palco accanto al direttore artistico, un ruolo che Lauro interpreta con la disinvoltura di chi quel palco lo ha calcato in gara nel 2019, nel 2020, nel 2021, nel 2022 e nel 2025, consolidando un rapporto con la kermesse che ormai ha i contorni della familiarità. “Io sono a casa al festival”, ha dichiarato l’artista nel corso delle conferenze stampa di presentazione, e in effetti il suo atteggiamento sul palco dell’Ariston è parso quello di chi conosce tempi e ritmi della macchina sanremese, al punto da scherzare sulla sintonia con Conti – “qui c’è solo un generale, noi seguiamo Carlo” – e sulla propria tendenza a farsi prendere dalla troppa tranquillità, quella che, ammette, “è il momento che fai casini” -1-3.

L’omaggio alle vittime di Crans-Montana e il duetto con Laura Pausini

Se la prima delle due esibizioni previste per Lauro era nota da tempo, ovvero il duetto con Laura Pausini sul brano “16 marzo”, incluso nell’album “Io Canto 2” della cantante romagnola e originariamente uscito nel 2020 per l’artista romano, la seconda performance è stata invece oggetto di una rimodulazione dell’ultima ora, decisa in seguito alla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio divampato nel locale “Le Constellation” ha causato la morte di 41 giovani, tra cui molti italiani -8. Lo stesso Carlo Conti ha spiegato in conferenza stampa la genesi di questa scelta: l’intenzione iniziale prevedeva che Lauro proponesse “Incoscienti giovani”, il brano presentato all’Ariston nell’edizione precedente, ma la visione delle immagini del funerale di Achille Barosi, il sedicenne vittima del rogo, ha cambiato i piani. Durante quelle esequie, la madre del ragazzo ha intonato “Perdutamente”, altro pezzo di Lauro, accanto alla bara del figlio, e quel gesto ha trasformato la canzone in un simbolo involontario ma potentissimo del lutto collettivo -4-8. “Quando abbiamo visto quella mamma cantare il brano di Achille davanti alla bara del figlio, ci siamo detti: dobbiamo cambiare, fare quella canzone lì”, ha raccontato Conti, e Lauro, contattato, ha accettato immediatamente, facendo sì che la musica diventasse veicolo di un ricordo misurato, privo di enfasi retorica, costruito attorno alla delicatezza di un’esecuzione che lasciava spazio al silenzio e all’ascolto -1-4. Al termine dell’esibizione, l’artista ha motivato la scelta con poche parole, altrettanto essenziali: “Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita - se questa cosa può aver confortato anche solo una persona per noi era un dovere” -7.

Il valore simbolico e materiale del collier “Magnifica”

Parallelamente alla dimensione più intima e raccolta dell’omaggio, l’altra faccia della medaglia della presenza di Achille Lauro all’Ariston è stata, come sempre, quella estetica, e se è indubbio che i suoi look stupiscano edizione dopo edizione, in questa seconda serata l’attenzione dei riflettori si è concentrata su un dettaglio specifico del suo total white firmato Dolce & Gabbana: un collier apparso subito imponente, ben evidente sul candore dell’abito, e il cui valore è stato oggetto di stime e curiosità da parte del pubblico e degli addetti ai lavori -2. Il gioiello in questione è “Magnifica”, una creazione di alta gioielleria della maison Damiani, appartenente alla collezione “Ode all’Italia”, più precisamente al capitolo “Dimore del Tempo” che traduce in pietre e metalli preziosi le geometrie delle città d’arte italiane -5. Al centro del collier campeggia un opale bianco australiano da 59,66 carati, taglio cabochon-goccia, incastonato in un intreccio di oro bianco tempestato di zaffiri multicolor, tormaline, opali bianchi e diamanti taglio brillante, un insieme che richiama lo splendore delle corti rinascimentali e, in particolare, la figura di Lorenzo de’ Medici, il Magnifico, cui il gioiello è esplicitamente ispirato -5. Il costo di questo pezzo unico è stato oggetto di ipotesi, con stime che parlano di cifre nell’ordine dei 300mila euro, una valutazione che, se confermata, renderebbe il collier uno dei più preziosi mai apparsi sul palco dell’Ariston, un dettaglio che non è sfuggito agli occhi più attenti e che ha contribuito a creare quell’aura di magnificenza attorno alla figura di Lauro -2.

I tempi della messa in onda e la costruzione della serata

La scansione della seconda serata, trasmessa in diretta su Rai1 con ascolti che si sono attestati su una media di 9 milioni e 53mila telespettatori e il 59.5% di share, ha visto alternarsi sul palco 15 dei 30 big in gara, secondo una scaletta precisa che prevedeva l’inizio con Patty Pravo e la chiusura affidata a Ditonellapiaga, passando per le esibizioni di Fedez in coppia con Masini, J-Ax, Ermal Meta e Tommaso Paradiso, tra gli altri -3-6. In questo flusso di musica e presentazioni, le performance di Achille Lauro sono state distribuite in momenti strategici: il duetto con Laura Pausini su “16 marzo” è andato in onda intorno alle 22:29, mentre l’omaggio con “Perdutamente” è stato collocato intorno alle 23:00, a cui ha fatto seguito, più tardi, un ulteriore intervento musicale dei due artisti intorno alle 23:58, a suggellare una presenza capillare e articolata -3. Nessuno spazio, invece, per un omaggio esplicito a Carlo Conti, se non quello indiretto della professionalità e della sintonia mostrata sul palco: Lauro ha affiancato il conduttore nella presentazione dei cantanti, nelle uscite comiche con Lillo – presentato più volte con il cognome sbagliato tra le risate generali – e nella gestione dei momenti di intrattenimento puro, come la consegna del premio alla carriera a Fausto Leali, che a 24 anni debuttò al Festival con “Deborah” e che ha collezionato tredici partecipazioni alla kermesse -3. Tra gli ospiti della serata, oltre alle atlete olimpiche Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, presenti per creare un ponte con le Olimpiadi di Milano Cortina, e agli atleti paralimpici Giacomo Bertagnolli e Giuliana Turra, c’è stato spazio anche per le semifinali delle Nuove Proposte, che hanno visto Nicolò Filippucci e Angelica Bove accedere alla fase successiva -7-10.

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