Sanremo atto secondo, l’Ariston in piedi per l’omaggio di Achille Lauro a Crans-Montana
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Redazione Interno
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La seconda serata del settantacinquesimo Festival della canzone italiana, quella andata in onda mercoledì 26 febbraio, si è aperta all’insegna di una apparente normalità, salvo poi riservare quei picchi di pathos che solo un palcoscenico come quello dell’Ariston sa regalare. Carlo Conti, affiancato fisso da Laura Pausini e per l’occasione da un trio di co-conduttori composto da Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo Petrolo, ha dovuto sin da subito fare i conti con il dato degli ascolti del debutto, un argomento che, sebbene non affrontato direttamente sul palco, aleggiava nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa nelle ore precedenti. Il direttore artistico, pur dovendo registrare un calo di circa sette punti percentuali rispetto al primo giorno dell’edizione precedente e una perdita di quasi tre milioni di spettatori, ha preferito sottolineare come il risultato resti comunque "altissimo", definendo la flessione un fenomeno fisiologico in un panorama mediale in continua evoluzione.
Il duetto tra Pausini e Lauro e la standing ovation per Leali
L’avvio della serata, scorrevole e privo di particolari scossoni, ha visto alternarsi sul palco i primi quindici Big in gara, ma l’attenzione del pubblico è stata presto catalizzata da due momenti distinti e profondamente emotivi. Il primo è stato l’atteso duetto tra Laura Pausini e Achille Lauro, che hanno regalato una interpretazione intensa e raccolta di “16 marzo”, brano simbolico incluso nel nuovo progetto discografico della Pausini, “Io canto 2”. L’atmosfera intima, creata da candele e un arredamento da salotto, ha incorniciato le voci dei due artisti, ricevendo il caloroso plauso della platea. Poco dopo, un’altra ondata di affetto ha investito il teatro quando Fausto Leali, visibilmente commosso, ha ritirato il Premio alla Carriera dalle mani del maestro Pinuccio Pirazzoli; l’artista, con la voce rotta dall’emozione, ha confessato di tremare come ai tempi del suo debutto al Casinò, regalando al pubblico una versione sentita di “Mi manchi” e “Io amo” che ha scatenato una lunga standing ovation.
Il ricordo delle vittime del rogo svizzero con "Perdutamente"
Ma il vero nodo emotivo della seconda serata, quello che ha letteralmente stretto la gola ai presenti in sala e negli studi televisivi, è stato il momento dedicato alla tragedia di Crans-Montana. Achille Lauro, che inizialmente avrebbe dovuto eseguire il suo brano “Incoscienti giovani” – lo stesso portato in gara l’anno precedente – ha invece optato per un cambiamento radicale della scaletta, scegliendo di cantare “Perdutamente”. Una decisione, come spiegato dallo stesso Conti in conferenza stampa, maturata dopo aver visto le immagini del funerale di Achille Barosi, il sedicenne rimasto vittima del rogo nel locale svizzero “Le Constellation” la notte di Capodanno: durante le esequie, officiate nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, la madre del ragazzo, Erica Didone, aveva intonato proprio quel brano accanto alla bara del figlio, svelando come quella canzone facesse parte del loro quotidiano, un rituale cantato insieme nei viaggi in auto.
L’esibizione di Lauro, accompagnato dalle note struggenti del brano scritto con Federica Abbate e altri autori, è stata introdotta da un Carlo Conti visibilmente provato, che ha parlato di un dovere morale nel ricordare quei ragazzi e nell’abbracciare simbolicamente chi lotta ancora -7. Il cantante romano, in total white, ha interpretato il pezzo con una sobrietà e una partecipazione che hanno trasformato il teatro in una camera ardente laica, dove il dolore si è fatto collettivo. Al termine, tra gli applausi convinti e gli occhi lucidi di molti, lo stesso Lauro ha spiegato il senso di quella scelta, affermando che se la musica ha il compito di accompagnarci nella vita, e se quel gesto avesse potuto confortare anche una sola persona, allora era semplicemente un dovere compierlo -8.
Olimpiadi e Paralimpiadi sul palco con gli atleti azzurri
Parallelamente alla gara e ai momenti di commemorazione, la serata ha trovato spazio anche per celebrare lo sport italiano, reduce dai trionfi olimpici di Milano-Cortina. Sul palco dell’Ariston sono salite le campionesse Francesca Lollobrigida, doppia medaglia d’oro nel pattinaggio di velocità, ed Elisa Vittozzi, prima italiana a conquistare l’oro nel biathlon, accolte da una autentica ovazione. Con loro, a testimoniare il passaggio di testimone verso le Paralimpiadi in programma dal 6 al 15 marzo, c’erano lo sciatore paralimpico Giacomo Bertagnolli, accompagnato dalla sua guida Andrea Ravelli, e Giuliana Turra, atleta di curling in carrozzina. Un momento istituzionale, questo, voluto per tenere alta l’attenzione su eventi che portano l’Italia al centro del panorama sportivo mondiale. Non è mancata, infine, la verve comica di Lillo, che ha letteralmente scatenato l’Ariston trasformando il palco in una scuola di ballo per insegnare la coreografia ufficiale del Festival a Conti, Pausini e Fogliati, regalando un intermezzo di leggerezza prima della proclamazione dei finalisti delle Nuove Proposte, Nicolò Filippucci e Angelica Bove, che si giocheranno la vittoria nella serata conclusiva.




