Valanghe in Friuli, soccorsi in corso: un vigile del fuoco tra le vittime
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Redazione Interno
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Due distacchi di neve, occorsi quasi in simultanea domenica pomeriggio nelle zone di Sella Nevea e di Casera Razzo, hanno innescato una complessa macchina dei soccorsi che ha coinvolto, a partire dalle 14.30, il Soccorso Alpino e Speleologico del Friuli Venezia Giulia. Le prime, drammatiche notizie parlavano di persone sepolte in entrambi i siti, circostanza che ha portato all’immediato dispiegamento di mezzi aerei e terrestri: sono stati attivati i due elicotteri dell’elisoccorso regionale, oltre a quello della Protezione Civile, mentre dalle stazioni di Cave del Predil e di Forni Avoltri sono partite le squadre di soccorritori, supportate dalla guardia di finanza e dai vigili del fuoco. Cinque persone sono state recuperate, delle quali una risulta ferita, mentre le operazioni per ritrovare i dispersi proseguono in condizioni ambientali difficili.
Il ricordo di Carlo Notari, il vigile scomparso
Tra le vite spezzate dalla furia della montagna c’è quella di Carlo Notari, vigile del fuoco di 29 anni, di base al comando di Trieste ma originario di Bologna, dove aveva iniziato il servizio a gennaio dello scorso anno. Il giovane, che aveva da poco celebrato il compleanno, ha perso la vita durante un’escursione sci-alpinistica sul Monte Tiarfin, in un versante nord sopra Casera Tragonia, a circa 1800 metri di quota. I colleghi, nel ricordarlo attraverso i social, hanno voluto sottolineare il suo profondo legame con l’ambiente alpino: “Amava profondamente la montagna, non la sfidava: la rispettava, la viveva, la sentiva come parte di sé”, hanno scritto, descrivendo le sue passioni per sci, escursioni e arrampicate, viste come forme di libertà e di equilibrio. Una vita stroncata troppo presto, quella di un uomo che nella montagna cercava il respiro e che, secondo le ricostruzioni, sembra aver staccato lui stesso, in un tratto in traverso, la valanga che lo ha travolto.
Le immagini del distacco a Casera Razzo
Proprio dalla zona di Casera Razzo, teatro della seconda valanga, il Soccorso alpino e speleologico regionale ha diffuso, in un post su Facebook, alcune immagini del distacco, ritenute “istruttive” per comprendere la dinamica dell’incidente. Nel filmato, che documenta il momento in cui la slavina si stacca dal versante, si distinguerebbero la traccia di ingresso lasciata dagli sciatori e il punto esatto del distacco, elementi cruciali per le indagini tecniche che seguiranno all’emergenza. La pubblicazione di quel materiale, avvenuta a poche ore dall’intervento di soccorso sui monti al confine tra le province di Udine e Belluno, mira a una riflessione sulle condizioni del manto nevoso e sui rischi, talvolta sottovalutati, che si corrono in ambiente innevato.
Le operazioni continuano tra neve e speranza
Mentre le squadre continuano a perlustrare le aree interessate dai due eventi, l’attenzione rimane focalizzata sulla ricerca delle persone ancora date per disperse, un’operazione resa ancor più delicata dalla necessità di garantire la sicurezza degli stessi soccorritori. La tragedia di domenica, che ha insanguinato le pendici del Tiarfin e di Casera Razzo, riaccende i riflettori sulla pericolosità di una stagione invernale particolarmente avara di stabilità per il manto nevoso, sottolineando come la montagna, pur amata e rispettata, possa riservare esiti tragici anche agli escursionisti più esperti. La macchina dei soccorsi, che vede lavorare fianco a fianco volontari e professionisti, non si ferma, scandagliando meticolosamente ogni metro di neve nella speranza di trovare superstiti.




