Nessun dolore, Amelio e Borghi tornano a raccontare l'immigrazione trent'anni dopo Lamerica

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A più di trent'anni da Lamerica, Gianni Amelio torna a raccontare le vite irrisolte di chi si trova a contatto con l'immigrazione. Lo fa con Nessun dolore, il film che riporta sullo schermo Alessandro Borghi dopo Campo di battaglia e che arriva in sala il 24 settembre per 01 Distribution, dopo la presentazione fuori concorso alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

La parabola di Davide, libraio in piazza Risorgimento

Davide è un trentenne che vende libri usati in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, interpretata da Valeria Golino, è anche sua complice: gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto. Un giorno, per strada, uno sconosciuto gli “consegna” come un pacco un bambino nordafricano. Il piccolo comincia a seguirlo in silenzio, finché un incidente lo travolge e lo porta in ospedale tra la vita e la morte.

Sconvolto dal senso di colpa, Davide incontra nel pronto soccorso Aminah, un'adolescente algerina incinta appena arrivata su un barcone. Decide di darle ospitalità. È solo l'inizio: ogni sera, tornando a casa, trova nel suo appartamento sempre più persone senza un tetto. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, la sua casa smette di essere solo sua.

Un ritorno a casa: Lamerica trent'anni dopo

Il regista calabrese spiega che Nessun dolore nasce da un bisogno lontano: andare oltre il racconto dell'esodo di Lamerica, il film del 1994 con il finale sospeso su una nave in mezzo all'Adriatico. «Che cosa è cambiato da allora, chi è “l'immigrato”? Qualcuno da accogliere, o da respingere? Un nuovo amico, o un estraneo pericoloso?», si domanda Amelio. La differenza tra quel tempo e quello di oggi, secondo il regista, è che nelle emigrazioni di un tempo c'era comunque la prospettiva di arrivare in un posto migliore.

«Adesso, invece, sai che o troverai un fucile puntato o che morirai prima, perché morirai nel Mediterraneo che è diventato una tomba», ha dichiarato.

Roma come protagonista silenziosa

La città non è uno sfondo neutro. Amelio racconta di aver voluto una Roma che fosse veramente protagonista: da un lato Prati, il quartiere dell'antica borghesia colta, dall'altro una Roma quasi disabitata dai romani, quella che sta alle spalle della stazione Termini. Via Giolitti, già cuore de Il ladro di bambini, torna a essere un crocevia di anime perdute. Nel film i libri diventano simbolo di un mondo che spaventa e che si vorrebbe ignorare, ma che vive e pulsa già per le strade intorno a noi.

Il cast e la produzione

Accanto a Borghi e alla Golino, nel cast figurano Valerio Mastandrea, Beïdja Yahiaoui, Ramzi Lafrindi e Gabriel Bovino. La sceneggiatura è firmata dallo stesso Amelio insieme a Davide Serino e Andrea Quetti, mentre la produzione è affidata a Kavac Film, Our Films e Be Water Film con Rai Cinema. Il film ha una durata di 98 minuti ed è recitato in italiano, arabo e francese.

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