Euro digitale, via libera dal Parlamento europeo: cosa cambia

Euro digitale, via libera dal Parlamento europeo: cosa cambia
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Parlamento europeo ha dato il via libera al progetto dell’euro digitale, segnando un passaggio decisivo verso una moneta pubblica non fisica pensata per l’area euro. L’euro digitale viene presentato come una versione elettronica della valuta già in uso, emessa e garantita dall’Eurosistema, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza del continente dai grandi circuiti di pagamento privati come Visa, Mastercard e PayPal. Il percorso legislativo coinvolge direttamente la Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo, che ha definito la propria posizione sul pacchetto normativo collegato. Il tema intreccia tecnologia e finanza, ma soprattutto riguarda il controllo e la gestione dei sistemi di pagamento europei in una fase di forte trasformazione digitale.

La posizione del Parlamento europeo sul pacchetto euro digitale

La Commissione per gli affari economici e monetari del Parlamento europeo ha espresso la propria posizione sul pacchetto relativo all’euro digitale, definendo un quadro che raccoglie più proposte legislative. Il pacchetto è composto da tre elementi distinti: il 2023/0212(COD), dedicato all’introduzione dell’euro digitale e basato sulla proposta della Commissione; il 2023/0211(COD), relativo alla fornitura di servizi in euro digitale da parte di prestatori con sede negli Stati membri la cui valuta non è l’euro; e il 2023/0208(COD), che riguarda il corso legale delle banconote e delle monete in euro. Questi testi costruiscono l’architettura normativa necessaria per definire il funzionamento della nuova forma digitale della moneta unica.

Il percorso parlamentare si inserisce in una fase in cui l’Unione europea ha accelerato il confronto sul futuro dei pagamenti digitali, con particolare attenzione alla struttura giuridica che dovrà regolare la possibile introduzione dell’euro digitale. Il 23 giugno rappresenta un passaggio rilevante, con l’adozione della posizione della commissione sul regolamento che dovrà definire il quadro normativo dello strumento. L’impostazione non introduce una nuova valuta, ma punta a costruire le regole per una versione digitale dell’euro già esistente, mantenendo il collegamento diretto con l’Eurosistema e con la Banca centrale europea.

Cosa prevede il progetto e perché riguarda i pagamenti quotidiani

L’euro digitale viene descritto come lo stesso euro in formato digitale, emesso e garantito dall’Eurosistema, senza configurarsi come una nuova moneta o un’alternativa separata rispetto alla valuta attuale. L’impianto del progetto si concentra sulla possibilità di utilizzare una forma digitale del denaro pubblico in un contesto in cui i sistemi di pagamento elettronici sono sempre più centrali nelle transazioni quotidiane. Il riferimento al ruolo della Banca centrale europea evidenzia la natura istituzionale dello strumento, inserito in un quadro di evoluzione dei metodi di pagamento nell’area euro.

Il dibattito europeo si concentra anche sull’impatto che l’euro digitale potrebbe avere sulle abitudini di pagamento, con l’idea di rendere possibile pagare senza utilizzare carte di credito e bancomat, in un sistema che si affianca all’uso del contante. Il progetto si colloca quindi in una fase di transizione in cui le modalità di scambio economico vengono ridefinite attraverso strumenti digitali, con l’obiettivo di rafforzare l’autonomia europea nei sistemi di pagamento e ridurre la dipendenza da operatori privati internazionali già presenti sul mercato.

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