Del Vecchio punta sul Fatto Quotidiano, ma Travaglio dice no
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Redazione Economia
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Leonardo Maria Del Vecchio punta ad acquistare Il Fatto Quotidiano, ma i soci fondatori del giornale diretto da Marco Travaglio hanno già annunciato di non voler vendere le proprie quote. Lmdv Media, società di investimento riconducibile al suo family office Lmdv Capital, ha autorizzato una verifica dei conti e delle informazioni societarie preliminare a un’eventuale offerta pubblica di acquisto totalitaria sulla Società Editoriale Il Fatto (Seif). L’operazione avrebbe un obiettivo preciso: acquisire il controllo dell’editrice e ritirarla dalla Borsa. La posizione dei fondatori rappresenta però un ostacolo concreto per il progetto, perché il gruppo che ha creato il quotidiano detiene la maggioranza del capitale.
Quanto vale l’offerta per acquistare il quotidiano
La proposta allo studio prevede un corrispettivo di 0,286 euro per azione, per un valore complessivo di 7.152.860 euro. La cifra è subordinata all’esito positivo della due diligence, cioè l’attività di verifica che consente di esaminare la situazione economica, finanziaria e societaria dell’azienda prima di procedere con un’acquisizione. Il prezzo indicato incorporerebbe un premio di circa il 30% rispetto alla quotazione ufficiale registrata il 23 ottobre e del 16,85% rispetto alla media dei sei mesi precedenti. Non si tratta, dunque, di un acquisto già concluso, ma di un percorso preliminare che potrebbe portare al lancio formale dell’Opa soltanto dopo il completamento delle verifiche e nel rispetto delle condizioni previste.
Tra i requisiti indicati per rendere efficace l’operazione figura il raggiungimento di una partecipazione almeno pari all’82,9% del capitale con diritto di voto nell’assemblea ordinaria. La soglia rende determinante la disponibilità degli azionisti a cedere i titoli, oltre alla valutazione economica della società. L’obiettivo del delisting comporterebbe l’uscita di Seif dal mercato azionario, modificando l’assetto proprietario dell’editrice e la sua condizione di società quotata. L’eventuale offerta dovrebbe quindi confrontarsi sia con i vincoli stabiliti per l’operazione sia con la volontà dei soci che oggi controllano la maggioranza.
La risposta dei fondatori e il ruolo di Travaglio
Antonio Padellaro, Cinzia Monteverdi, Francesco Aliberti, Peter Gomez, Marco Travaglio, Marco Lillo e Luca d’Aprile hanno comunicato di non essere interessati a cedere le proprie partecipazioni. La loro posizione è stata resa nota attraverso una comunicazione della Società Editoriale Il Fatto, che ha riferito la decisione degli azionisti fondatori di non aderire a un’eventuale offerta pubblica promossa da Lmdv Media dopo la due diligence. La dichiarazione riguarda le quote detenute dai fondatori, che rappresentano la maggioranza del capitale sociale, e non equivale a un’offerta già formalmente lanciata e respinta attraverso una procedura conclusa. Il progetto è ancora nella fase di verifica preliminare.
Il tentativo di acquisizione si inserisce nella strategia di espansione editoriale dell’imprenditore, che ha già investito in altre testate italiane. Attraverso Lmdv Media è arrivato il controllo del gruppo che pubblica Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino, oltre al quotidiano QN. L’interesse per Seif allargherebbe ulteriormente il perimetro delle attività editoriali riconducibili a Del Vecchio, portando nel portafoglio una testata con una propria identità giornalistica e una struttura proprietaria legata ai fondatori. La differenza rispetto alle operazioni precedenti è la dichiarata indisponibilità degli azionisti di maggioranza a cedere le proprie quote.
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