Del Vecchio sfida Travaglio: «Confronto pubblico dove vuole lui»
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Redazione Economia
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Leonardo Maria Del Vecchio lancia la sfida a Marco Travaglio e propone un confronto pubblico dopo il rifiuto dei soci fondatori del Fatto Quotidiano alla sua iniziativa per acquistare la società editrice. «Propongo formalmente al Direttore Marco Travaglio un confronto pubblico nel contesto che preferisce, per parlare di piani industriali e avere l’opportunità di chiarire la mia posizione in merito all’offerta d’acquisto del Fatto Quotidiano», ha dichiarato l’imprenditore. La proposta arriva nel pieno di un confronto che coinvolge proprietà editoriale, sostenibilità economica e indipendenza dell’informazione. Al centro c’è il tentativo di Lmdv Media, società riconducibile al family office dell’imprenditore, di valutare un’operazione sul gruppo editoriale che pubblica il quotidiano diretto da Travaglio.
L’offerta per il Fatto e il nodo della sostenibilità economica
Lmdv Media ha autorizzato una due diligence sulla Società Editoriale Il Fatto (Seif), passaggio preliminare alla possibile offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria finalizzata al ritiro della società dalla Borsa. L’esame riguarda anche la situazione economico-finanziaria dell’editore, un aspetto che ha alimentato le perplessità espresse nel dibattito sull’iniziativa. L’obiettivo dichiarato dell’operazione sarebbe integrare nel gruppo le competenze sviluppate dalla società nell’innovazione tecnologica, nei prodotti editoriali e nei contenuti multimediali digitali, accompagnandone la crescita. La proposta ha però incontrato la contrarietà dei soci fondatori, che mantengono la maggioranza e hanno respinto l’ipotesi di cessione.
La valutazione preliminare dell’operazione ha avuto anche un effetto sui mercati. Nella seduta successiva all’annuncio, il titolo Seif ha guadagnato il 18,1%, chiudendo a 0,26 euro per azione. La reazione degli investitori si è verificata nonostante il rifiuto dei soci di maggioranza, mostrando come la prospettiva di un’offerta possa incidere sulle aspettative degli azionisti indipendentemente dall’esito delle trattative. Il prezzo indicato per la possibile Opa è di 0,286 euro per azione, per un controvalore complessivo di circa 7,15 milioni di euro. L’operazione resta subordinata all’esito positivo delle verifiche preliminari e alle condizioni previste per il suo eventuale perfezionamento.
La Federazione europea dei giornalisti: dubbi sull’indipendenza
Le implicazioni dell’iniziativa non riguardano soltanto gli aspetti finanziari. Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Federazione Europea dei Giornalisti, ha espresso preoccupazione per il modo in cui l’imprenditore ha impostato la valutazione dell’editore. «Il fatto che un oligarca come Del Vecchio inizi mettendo in dubbio la sostenibilità economica di un giornale che intende acquisire non è un buon segno», ha affermato in un’intervista pubblicata dal quotidiano. La questione sollevata riguarda il rapporto tra la solidità economica di una testata e la libertà di mantenere una linea editoriale autonoma quando cambia il soggetto proprietario. La valutazione dei conti è una fase ordinaria in un’operazione societaria, ma il suo peso assume una particolare rilevanza quando l’oggetto dell’acquisizione è una testata giornalistica.
Sulla stessa linea si è pronunciata Barbara Floridia, senatrice del Movimento 5 Stelle ed ex presidente della commissione di Vigilanza Rai. La parlamentare ha descritto l’iniziativa come un segnale di pressione delle grandi concentrazioni economiche sulla stampa indipendente, collegandola alle precedenti polemiche tra l’imprenditore e i giornalisti del quotidiano. Floridia ha richiamato anche l’espressione «ratti del giornalismo», utilizzata da Del Vecchio in precedenti attacchi alla testata, sostenendo che la questione supera i confini di una normale trattativa commerciale. Il confronto investe dunque il ruolo degli investitori nell’editoria e le garanzie necessarie perché le scelte economiche della proprietà non si traducano in condizionamenti del lavoro giornalistico.
Il confronto pubblico e la linea editoriale della testata
La richiesta di un faccia a faccia offre all’imprenditore l’occasione di esporre direttamente le proprie ragioni e di chiarire gli obiettivi industriali dell’operazione. La promessa di mantenere la linea editoriale compare tra le finalità dichiarate da Lmdv Media, insieme al rafforzamento della società e alla valorizzazione delle sue attività digitali. Per i soci che hanno respinto la proposta, il tema non è soltanto il valore economico delle quote, ma anche il controllo di una testata che ha costruito la propria identità sulla critica ai centri di potere politico ed economico. La disponibilità a discutere pubblicamente i piani industriali mette perciò a confronto due questioni distinte: le prospettive finanziarie dell’editore e le condizioni che possono tutelare l’autonomia del giornale.
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