La Russa jr eletto presidente dell’Aci, opposizioni in fibrillazione: "Il governo chiarisca"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’elezione di Geronimo La Russa alla presidenza dell’Automobile Club d’Italia, ratificata ieri a Roma nel rispetto dello statuto e attraverso il voto democratico dei rappresentanti degli Automobile Club provinciali, ha scatenato un acceso dibattito politico. A ribadire la legittimità della procedura è stata una nota congiunta dei vicepresidenti e dei consiglieri dell’Aci Milano, i quali – sottolineando come si tratti di un’elezione e non di una nomina – hanno voluto chiarire ogni possibile equivoco.

Tuttavia, la Camera ha vissuto momenti di tensione quando il capogruppo del M5s, Riccardo Ricciardi, ha chiesto un’informativa urgente al governo, coinvolgendo direttamente la premier Giorgia Meloni e i ministri Matteo Salvini, Andrea Abodi e Giuseppe Valditara. "Il figlio della seconda carica dello Stato viene assunto con uno stipendio di 230 mila euro l’anno, e voi parlate ancora di meritocrazia?", ha tuonato Ricciardi, definendo la maggioranza "la peggiore delle caste". Un’accusa che ha trovato il sostegno di Pd e Avs, seppur con argomentazioni diverse.

La Russa jr, già presidente dell’Aci Milano dal 2028, è ora al centro di una polemica che va oltre la sua figura, investendo il tema più ampio delle nomine negli enti pubblici. Le opposizioni, pur evitando di mettere in discussione l’iter formale della sua elezione, chiedono trasparenza sulle dinamiche che hanno portato alla scelta, considerando il ruolo istituzionale del padre, Ignazio La Russa, presidente del Senato

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