L’Enac sospende la licenza di volo all’imprenditore atterrato sulle piste con l’elicottero
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Redazione Interno
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Le sue performance aeree, che più volte hanno trasformato le piste innevate in improprie aree di atterraggio, hanno finalmente incontrato un argine deciso. L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha disposto in via cautelativa la sospensione della licenza di volo a Giorgio Bortolo Oliva, l’imprenditore bresciano di 66 anni il cui nome è ormai indissolubilmente legato a questa singolare, e ripetuta, modalità per raggiungere gli impianti sciistici. L’ultimo episodio, consumatosi domenica sul comprensorio del Maniva, in provincia di Brescia, ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso, spingendo l’ente a intervenire con una misura che definisce “finalizzata alla tutela della sicurezza”. Una decisione, questa, che si inserisce in un procedimento amministrativo già avviato il 18 dicembre, a seguito di un precedente atterraggio avvenuto il 13 dello stesso mese nello stesso luogo.
La vicenda, del resto, non rappresenta un fuoriprogramma isolato. Già nello scorso aprile, infatti, Oliva aveva condotto il suo velivolo a posarsi nelle vicinanze degli impianti di Madonna di Campiglio, un gesto che gli era già costato una sanzione pecuniaria. Ciò che caratterizza l’ultima discesa dal cielo, tuttavia, è un elemento nuovo: l’imprenditore, titolare dell’azienda di laminati Olifer, ha esibito alle autorità un’autorizzazione al volo e all’atterraggio in un’area privata. Una giustificazione che, evidentemente, non è stata ritenuta sufficiente a scongiurare il provvedimento restrittivo, il quale, di fatto, gli impedirà di pilotare sino a nuova disposizione.
La storia personale dell’uomo, del resto, è segnata da un precedente tragico, che conferisce un ulteriore, grave spessore alla questione della sicurezza sollevata dall’Enac. Nel 2020, Oliva fu coinvolto in un incidente aereo – la cui dinamica non è qui il caso di dettagliare – che portò alla morte di un suo amico. Per quel fatto, si aprì un procedimento penale presso il tribunale di Aosta, conclusosi con una condanna per omicidio colposo patteggiata in otto mesi di reclusione. Un passato che, inevitabilmente, getta un’ombra lunga sulle sue successive condotte di volo, rendendo la cautela delle istituzioni ancor più comprensibile.




