L'elicottero sulle piste, l'Enac sospende la licenza di volo a Giorgio Oliva

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Atterrare con un aeromobile in un comprensorio sciistico affollato, operazione che a qualcuno può apparire come una mera esibizione di forza, costituisce in realtà una violazione grave delle norme che presiedono alla sicurezza aerea e a quella delle persone a terra. Lo dimostra il caso dell'imprenditore bresciano Giorgio Oliva, al quale l’Ente nazionale per l’aviazione civile ha disposto, in via cautelativa, la sospensione della licenza di volo. La misura, come spiegato dall’ente, è stata adottata con l’obiettivo primario di tutelare l’incolumità pubblica, e si inserisce in un procedimento amministrativo avviato già a metà dicembre. L’imprenditore, titolare di un’azienda metallurgica, nei giorni scorsi ha fatto ritorno, a bordo del suo elicottero, sulle piste del Maniva, un gesto che – seppur accompagnato, secondo quanto da lui dichiarato, da un’autorizzazione per area privata – ha determinato l’intervento immediato delle autorità competenti.

Una storia di atterraggi non autorizzati

Quello di domenica scorsa non rappresenta, del resto, un episodio isolato nella condotta del pilota, il quale aveva già compiuto una manovra analoga nello stesso comprensorio appena due settimane prima. Senza dimenticare un precedente risalente alla scorsa primavera, quando l’atterraggio in zona Madonna di Campiglio gli era costato una sanzione pecuniaria. Una serie di azioni, queste, che rivelano una certa propensione a considerare le piste battute come un’estensione del proprio spazio privato, un approccio che evidentemente trascura i potenziali pericoli legati alla presenza di sciatori e di impianti fissi. La sospensione cautelativa della licenza, quindi, assume il carattere di un provvedimento necessario e consequenziale, finalizzato a interrompere sul nascere un comportamento giudicato a rischio.

Il peso di un precedente giudiziario

Il quadro si complica, e non poco, se si considera la storia personale del pilota, la quale include un grave incidente di elicottero occorso alcuni anni fa. In quell’occasione, perse la vita un passeggero a bordo, fatto che portò all’avvio di un procedimento penale per omicidio colposo conclusosi con una condotta patteggiata. Quel passato, che nulla toglie all’attuale procedimento amministrativo dell’Enac – il quale deve valutare esclusivamente i profili tecnici e di sicurezza del volo – getta tuttavia un’ombra sulla percezione della reiterata condotta, suggerendo una possibile sottovalutazione dei protocolli e della gravità insita nella gestione di un aeromobile. Un elemento, questo, che le autorità dovranno necessariamente tenere in conto nel corso dell’istruttoria.

Le implicazioni per la sicurezza aerea

La vicenda, al di là della sua singolarità, solleva questioni di portata generale sul sistema dei controlli e sulla cultura della sicurezza nel volo generale, quello cioè non di linea. Dimostra come, al di là delle sanzioni economiche – spesso assorbibili per un soggetto facoltoso – lo strumento più incisivo per prevenire comportamenti pericolosi risieda nella temporanea inibizione alla guida dell’aeromobile. L’Enac, in questo caso, ha agito con una certa celerità dopo la seconda infrazione ravvicinata, segnalando una volontà di irrobustire la vigilanza su un fenomeno che, seppur numericamente limitato, presenta implicazioni potenzialmente catastrofiche. Resta da vedere, ora, quali saranno gli sviluppi del procedimento e se l’imprenditore deciderà di impugnare il provvedimento di sospensione, il quale per ora gli impedisce di prendere i comandi di qualsiasi aeromobile.

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