Caccia al conducente fuggito dopo lo schianto in cui è morto il poliziotto Scarpati
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Redazione Interno
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Nella notte, un Suv Bmw X4, sul quale viaggiavano sei giovani, ha invaso la corsia opposta di viale Europa a Torre del Greco, centrando in pieno una volante della Polizia e scatenando una forza tale da sbalzare l'auto di servizio in un dirupo adiacente ai binari delle Ferrovie dello Stato. Dall'abitacolo devastato, i soccorritori hanno tratto i corpi dei due agenti, abbandonati sull'asfalto dopo il violentissimo impatto: Aniello Scarpati, 47 anni, già senza vita, e il suo collega, un poliziotto di 35 anni, in condizioni gravissime.
L'agonia dopo l'urto e la fuga dei giovani
Mentre i soccorsi si concentravano sul luogo della tragedia, si è subito scoperto che i cinque occupanti del Suv, tutti giovanissimi, erano stati prontamente rintracciati; di loro, alcuni hanno riportato ferite di varia entità, sebbene nessuna, per quanto si sappia, si sia rivelata di carattere critico. La dinamica, per quanto ancora da accertare nei suoi dettagli più tecnici, appare purtroppo chiara nella sua essenza: l'irruzione del veicolo nella carreggiata sbagliata ha dato luogo a un incidente di una violenza inaudita, le cui conseguenze più drammatiche si sono abbattute sulla volante.
Il poliziotto Scarpati, un veterano stimato
Aniello Scarpati, che in quella maledetta notte non era nemmeno di turno regolare ma aveva accettato di sostituire un collega, era un agente con una lunga esperienza, considerato dai suoi pari un elemento bravo, esperto e di grande scrupolo. Aveva trascorso circa vent'anni di servizio al Nord prima di approdare, ormai da tempo, al commissariato di Torre del Greco, dove la notizia della sua morte ha provocato un dolore talmente profondo da rendere, a molti, difficile persino parlare. Era sposato e padre di tre figli, un uomo la cui vita è stata stroncata in un attimo, mentre si trovava dal lato del passeggero dell'auto.
Le indagini per scoprire chi era al volante
Il fronte dell'inchiesta, ora, è tutto concentrato sull'identificazione del conducente del Suv, l'unico dei sei giovani che non è stato trovato sul posto ed è quindi latitante. Gli investigatori, che stanno esaminando ogni elemento per ricostruire con precisione l'accaduto e assegnare le responsabilità, interrogano i superstiti e analizzano i rilievi per scoprire chi fosse al volante nel momento dello schianto, una figura chiave per la definizione di un quadro giudiziario che dovrà fare i conti con la morte di un agente in servizio.




