Madrid, sfrattata Maricarmen a 87 anni: scontri e proteste per la crisi degli affitti

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Madrid, gli ufficiali giudiziari, protetti da un imponente cordone di agenti in tenuta antisommossa, hanno eseguito lo sfratto di Maricarmen Abascal, un'anziana di 87 anni con disabilità riconosciuta del 50%, sgomberata dall'abitazione di Calle Alcalde Sainz de Baranda, nel quartiere del Retiro, dove viveva dal 1956. La donna, che si muove in carrozzina, è stata portata via su una barella e accompagnata dai sanitari del Samur, mentre centinaia di persone, radunate fin dalle prime ore del mattino, gridavano «Maricarmen, non sei sola» e «Assassini».

Si è conclusa così una battaglia giudiziaria durata oltre sette anni, portata avanti dalla pensionata contro il fondo di investimento Urbagestión, che nel 2018 ha acquisito la proprietà dell'immobile e ha chiesto un aumento del canone da 500 euro a 2.650 euro al mese.

Un contratto di renta antica e la battaglia legale

Il contratto d'affitto era stato firmato nel 1956 dal padre di Maricarmen, sotto il regime della cosiddetta renta antica, che prevedeva canoni molto inferiori ai valori di mercato e la proroga forzosa finché l'inquilino fosse rimasto in vita. Dopo la morte del genitore, il contratto era passato alla madre e, nel 2005, alla stessa Maricarmen per una seconda subrogación.

Proprio su questo passaggio si è concentrata la disputa legale: la normativa spagnola prevede una tutela particolare per chi ha effettuato una seconda subrogación, ma richiede una disabilità superiore al 65%, mentre quella riconosciuta a Maricarmen è del 50%. Nel marzo 2026 il Tribunale Supremo ha dato ragione alla società proprietaria, dopo che in primo grado le ragioni dell'anziana erano state accolte.

Le trattative fallite e le mobilitazioni

Nel corso degli anni, diverse offerte per evitare lo sgombero erano state respinte. Il Ministero della Casa aveva proposto di acquistare l'immobile attraverso la società pubblica Casa 47, ma Urbagestión aveva rifiutato. Una scrittrice, rimasta anonima, si era offerta di pagare la differenza tra l'affitto che la donna poteva sostenere e la cifra richiesta dalla proprietà, ma anche questa proposta non è stata accettata.

Il Comitato ONU per i diritti economici, sociali e culturali aveva chiesto alla Spagna di sospendere lo sfratto per evitare danni irreparabili, senza però ottenere l'effetto sperato. Nella notte tra martedì e mercoledì, circa 400 persone avevano trascorso ore davanti al palazzo per tentare di impedire l'esecuzione, con la presenza di figure note come l'attrice Ana Belén, gli attori Carlos Bardem e Juan Diego Botto e la cantante Rozalén.

Le reazioni politiche e le proteste in tutto il paese

Lo sfratto ha provocato immediate reazioni politiche. Il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez, ha definito quella di Maricarmen una «tragedia sociale» che il paese non può accettare, puntando il dito contro la responsabilità principale della Comunità di Madrid e del Comune, amministrazioni competenti per la protezione sociale delle persone vulnerabili in materia abitativa.

Sánchez ha criticato la presidenta Isabel Díaz Ayuso e il sindaco José Luis Martínez-Almeida per essere stati «più preoccupati a comprare e vendere con denaro pubblico attici con 200 metri di terrazza» invece di risolvere una tragedia annunciata. Il capo dell'esecutivo ha poi chiesto ai gruppi parlamentari «altezza di vedute e responsabilità» per approvare un nuovo decreto legge sulla casa, ricordando che se il Parlamento avesse convalidato il testo respinto prima dell'estate, la situazione non si sarebbe verificata.

Al civico 46 di via Alcalde Sainz de Baranda, la tensione è salita rapidamente: gli agenti hanno allontanato con manganellate e spray al peperoncino i manifestanti che cercavano di bloccare l'ingresso, alcuni dei quali sono stati trascinati e sollevati di peso. Le immagini dell'anziana portata fuori in barella hanno alimentato una mobilitazione che in poche ore si è estesa da Madrid ad altre città spagnole, con decine di migliaia di persone scese in piazza per protestare contro la crisi abitativa.

Amnesty International España ha denunciato una «violazione dei diritti umani» e un sistema che antepone gli interessi speculativi di un fondo di investimento al diritto della donna di restare nella propria casa.

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